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<title>Blog di Nadia Breda</title><link>http://www.nadiabreda.it/dblog/</link>
<description>Blog di Nadia Breda</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Questo mio Blog sta per essere RINNOVATO: un'aratura primaverile]]></title>
	<description><![CDATA[Cari lettori, ho inizato nel 2007 quest blog intitolato ANTRO, con un post chiamato "benvenuti". Oggi &egrave; tempo di rinnovare la piattaforma: come mi dice l'uomo dell'antro "&egrave; ora di fare come con la terra, arare e ricominciare". Sono d'accordo. Sono contenta dell'esperienza fatta, soprattutto come docente universitaria, quando rarissimi docenti usavano questi mezzi di comunicazione. ARRIVEDERCI a tutti a prestissimo, con rinnovate forze.... Ripartir&ograve; con l'uscita del mio nuovo libro, BIBO. Dalla palude ai cementi, una storia esemplare!!!]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=74]]></link>
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	<dc:date>2010-04-12T10:49:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
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	<title><![CDATA[quagmire, pantani]]></title>
	<description><![CDATA[&eacute; sempre una questione di acqua, questa volta in musica.....&nbsp; ascoltate il maestro Omar Zanette, pianista classico e jazz, con una composizione sua.... di acqua.....<br /><br />http://www.youtube.com/watch?v=fipAOtHrYlw<br /><br />http://www.youtube.com/watch?v=fipAOtHrYlw]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=72]]></link>
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	<dc:date>2010-02-06T11:55:17+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
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	<title><![CDATA[la nuotata del topolino!]]></title>
	<description><![CDATA[<meta http-equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8" />
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<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="4"><font size="2" style="font-weight: bold;">Ecco un dono che mi &egrave; arrivato: un racconto del poeta Gianpietro Barbieri...&nbsp; con il quale condivido l'amore per la Piave, come lui cammino sugli argini dei fiumi e dei torrenti, e come lui sono -spero- una attivista militante r-esistente....da leggere! (grazie gianpi). </font><br /></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><br /></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">UNE SAISON A CA&rsquo; TRON</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">(domenica metafisica nella campagna) gennaio 2010 </font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><br /></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">*</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Nell&rsquo;inedito silenzio della domenica, per la strada, i paesi, le campagne, i lungofiumi; nella sconosciuta assenza di movimento, nell&rsquo;immobile confuso paesaggio che sembra ordire qualcosa di losco e fosco e tragico, l&rsquo;auto segue istintiva una via, apre decisa una breccia sul muro immobile di case e ringhiere e niente di cui si compone la nostra visuale.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Sulla Luna &egrave; domenica.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><br /></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Resti anneriti di lancette vagano verso chiese opache &ndash; simula il cervello il chiocciare di pollame per avere un barlume di atavica madeleine, qualcosa da sgranocchiare nella mai sazia e obliante memoria.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><br /></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">L&rsquo;auto non parla e punta decisa verso il mare.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><br /></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">La campagna rolla verso sud, piano ma costante la grande piattaforma si inclina. Stoppie, arativi, prati  senza identit&agrave;: deserto, nulla, pattume &hellip; e del deserto giunge puntuale il miraggio: un grappolo di persone, vedo vesti colorate, qualcuno fuma e colora l&rsquo;aria altrimenti di vetro; stanno insieme, guardo se c&rsquo;&egrave; una chiesa l&igrave; vicino, ma niente&hellip; guardo, cerco perch&eacute; nel deserto della campagna tutto &egrave; evidente, almeno sembra, almeno credo; cerco e scopro un campo da calcio con qualche ragazzo intirizzito che rincorre una palla per la gioia del pap&agrave;.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Le auto riposano come bestie nella stalla, affiancate l&rsquo;una all&rsquo;altra davanti ad un palo di legno messo di traverso.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><br /></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Allora mi prende un&rsquo;illuminazione o, molto semplicemente, in quel mare d&rsquo;indecisione mio e della campagna penso di fare qualcosa e quest&rsquo;idea mi riempie di gioia, mi autorizza a sperare in qualcosa che forse accadr&agrave;. Parcheggio ed esco, mi libero dalla camicia di ferro e vetro dell&rsquo;auto, dallo scafandro che mi portava dove voleva, che mi incatenava lo sguardo obbligandolo alla visuale del rettilineo e basta, mi obbligava a pensare solo a quell&rsquo;istante col suo monotono brontolare,borbottare la stessa cosa come un vecchio rimbambito.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Esco e mi dirigo verso l&rsquo;argine. L&rsquo;argine ha sempre sorprese, l&rsquo;argine &egrave; un labbro che bacia il cielo con l&rsquo;acqua del fiume che chiude, l&rsquo;argine sa, &egrave; esperto di terra e di acqua, &egrave; un amico che avverte del pericolo, &egrave; l&rsquo;amico che ti porta verso qualche paese se lo segui mentre ti racconta di nutrie e persici, di martin pescatori e albe sconfinate.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Esco e vado verso l&rsquo;argine, ma sento che non baster&agrave; a liberarmi da quel colloso paesaggio che mi circonda, che mi precede e mi segue; sento che quel paesaggio mi &egrave; entrato dentro e non uscir&agrave; mai pi&ugrave;: sono suo, appartengo a quel nihil diffuso, a quell&rsquo;abrasione, a quella cicatrice, alla larga ferita della campagna.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; page-break-before: always;"> <font size="3"><br /></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Guardo intorno; l&rsquo;argine mi ha innalzato di qualche metro dal piano campagna, l&rsquo;ha fatto per tirarmi un po&rsquo; su, per darmi coraggio come immaginavo, ma non basta.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Tuttavia, la sorpresa dell&rsquo;acqua, antro dei misteri, altra dimensione mi coglie impreparato e, sebbene per poco, per un poco appena sorrido di meraviglia.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Assisto ad un evento&hellip; e qui davvero vorrei che ci fosse stato qualcuno che avesse visto la stessa cosa che ho visto io, perch&eacute; raccontarla &egrave; una fatica e non &egrave; mai, mai la stessa cosa: ho visto un piccolo topo,  un ratto delle chiaviche, staccarsi dalla sponda; le zampette si dimenavano nell&rsquo;acqua trasparente con ritmo incalzante; faceva pena e ridere insieme. Stringeva tra i dentini un frammento di giunco e sembrava un topo extraterrestre con la testa nientemeno che di colore verde; un topo ET a Ca&rsquo; Tron e nessuno lo vede. Suona intanto di lontano una campana&hellip; allora mi fermo e mi guardo in silenzio intorno,verso Marteggia, verso Bonisiolo; guardo il silenzio&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip; poi torno a guardare il topo: sta facendo uno sforzo, non c&rsquo;&egrave; che dire, &egrave; gi&agrave; oltre la met&agrave; del fiume, ma la corrente lo porta sicuramente fuori dall&rsquo;approdo che si era immaginato; chiss&agrave; come far&agrave; ad orientarsi&hellip; me lo chiedo mentre sento che mi mancher&agrave; quell&rsquo;essere minimo che ha un cuoricino che batte &egrave; l&rsquo;unica vita che c&rsquo;&egrave; per chilometri e chilometri, almeno vita visibile&hellip; ma chiss&agrave; qual&rsquo; &egrave; la verit&agrave;, quale topo la possiede e se ce l&rsquo;ha chiss&agrave; se si fa vedere in giro&hellip; infine, approda e sparisce inghiottito dalle sterpaglie, inghiottito dal nulla cos&igrave; in fretta, come bevuto dal buco del lavandino, cos&igrave; in fretta che mi chiedo se c&rsquo;&egrave; mai stato davvero&hellip; ma la sua nostalgia mi resta e questo credo prova la sua esistenza, e la mia.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><br /></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Mi sto sporcando le scarpe di fango; questo c&rsquo;&egrave;: fango e freddo; sull&rsquo;argine trovo due pesci morti da qualche giorno, devono essere carpe; hanno gli occhi spalancati e fissano il cielo tra l&rsquo;erba bruciata dal gelo; stanno l&igrave; ad aspettare di disintegrarsi, di rimescolare le carte, di tornare in stazione; chiss&agrave; cosa direbbe il topo, cosa ne penserebbe&hellip; forse nulla e si limiterebbe a mangiarne un poco di quel pesce per riempire l&rsquo;unico vuoto che conosce, quello della sua pancia.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><br /></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">L&rsquo;auto mi aspetta con un&rsquo;insopportabile aria di vittoria: mi guarda luccicante, intatta, piena di s&eacute;&hellip; per&ograve; almeno mi tiene caldo e questo mi fa piacere, &egrave; un qualcosa che lei non ha previsto forse ed allora, guardando fuori, spengo il riscaldamento, tiro gi&ugrave; il finestrino per essere pi&ugrave; vicino al paesaggio.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><br /></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">Ora guardo le distese dei campi con pi&ugrave; familiarit&agrave;; porto una parte del loro sangue sotto le scarpe, porto negli occhi gli occhi dei pesci morti sull&rsquo;argine&hellip; porto la nuotata del topo&hellip; e scopro per&ograve; che non riesco a togliermi la visione di quella distesa dallo sguardo&hellip; chiudo gli occhi e la vedo pi&ugrave; nitida che nella realt&agrave;&hellip; &egrave; tornata a possedermi, non riesco a liberarmene, sono nella tela del ragno, invischiato </font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; page-break-before: always;"> <font size="3">e la desolazione mi toglie ogni energia, ogni alternativa la inghiotte la distanza&hellip; guardo lontano mentre l&rsquo;aria si fa ancora pi&ugrave; fredda ed il sole inizia a tramontare allargando il vuoto&hellip; guardo i campi aprirsi al buio del cosmo, proseguire negli spazi siderali con campi di stelle, scoline di comete e bui insondabili come tane di talpa, guardo fino a che c&rsquo;&egrave; luce e sulla luna vedo &ndash; almeno credo &ndash; piccole tracce di zampette in fila.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3"><br /></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="3">FINE</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=71]]></link>
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	<dc:date>2010-02-04T04:39:32+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[2010: ANNO della (fine della perdita di ) BIODIVERSITA?']]></title>
	<description><![CDATA[<div><font size="2" face="Arial"><span style="font-style: italic; font-weight: bold;"><br />Il 2010 sar&agrave; l'anno della biodiversit&agrave;. A dire il vero dovrebbe essere l'anno del giro di boa della biodiversit&agrave;: cio&egrave; <span style="text-decoration: underline;">l'anno in cui si smette di perdere la Biodiversit&agrave;.<br /><br style="font-style: italic; font-weight: bold;" /></span></span><span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Benvengano allora i momenti di resa dei conti sulla biodiversit&agrave; di casa nostra. Quanto sta succedendo a quel meraviglioso scrigno di biodiversit&agrave; che sono i pal&ugrave; del Quartier del Piave &egrave; ben detto nel testo che riporto qui sotto, scritto dal bravo Paolo Favaro che avete gi&agrave; conosciuto nei post precedenti.<br />&nbsp;Leggete... leggete..... presto ci sar&agrave; da agire su questo fronte. <br />Io sono pronta!</span><br style="font-style: italic; font-weight: bold;" /><br style="font-style: italic; font-weight: bold;" /><br />Vi scrivo per rendervi noto, a&nbsp;circa mesi dal  mio primo allarme, che martedi scorso ho avuto conferma dei miei  timori.</font></div>
<div><font size="2" face="Arial">Ho partecipato, martedi scorso, &nbsp;al CEA di  Fontigo (gestito da Legambiente di Sernaglia)&nbsp;alla presentazione di  un'interessante tesi di laurea dal titolo: <strong>Ipotesi di gestione  sostenibile dei Pal&ugrave; del Quartier del Piave</strong> (dott.ssa Margherita Dalle  Ceste) e, nel corso della presentazione e della successiva discussione, un  naturalista presente: Luca Berdusco, ha confermato non solo la continua erosione  del paesaggio a campi chiusi ma, soprattutto, il dato che la biodiversit&agrave; e cio&egrave;  le specie endemiche e/o di particolare valenza naturalistica (quelle insomma che  giustificano la definizione di area SIC) sono ormai relegate a non pi&ugrave; di 2 ha  sui 692 ha complessivi dell'area &quot;tutelata&quot;.&nbsp;&nbsp;&nbsp; La possibilit&agrave;  quindi di salvare questo residuo scrigno di biodiversit&agrave; &egrave; affidato ad un  urgentissimo intervento che lo stesso Luca Berdusco, coi volontari di  Legambiente, cercher&agrave; di operare convincendo i proprietari delle aree  interessate a mantenere la pratico dello sfalcio ed evitare al contempo quella  della concimazione del terreno.&nbsp;&nbsp;&nbsp; </font></div>
<div><font size="2" face="Arial">Legambiente locale sta lavorando nei confronti  delle diverse amministrazioni comunali per rendere possibile all'interno del  piano d'area esistente una serie di indicazioni e di vincoli che (unitamente ad  un sostegno economico ancora da definire e capire se sia di provenienza europea  piuttosto che locale o regionale ma che dovrebbe convincere&nbsp;i proprietari a  desistere dalle cattive pratiche) garantiscano la sopravvivenza delle  specie&nbsp; censite&nbsp; ancora solo negli anni '90.&nbsp;&nbsp;&nbsp; A  titolo di esempio: della decina di specie di orchidee censite agli inizi degli  anni '90 ora ne sarebbero presenti non pi&ugrave; della met&agrave;.</font></div>
<div><font size="2" face="Arial">Cercher&ograve; di tenervi informati su questa &quot;emergenza&quot;  ambientale e anche, se sollecitato da chi opera sul posto, vedere come si possa  dare una mano.</font></div>
<div><font size="2" face="Arial">Cordiali saluti</font></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><font size="2" face="Arial">Paolo Favaro</font></div>
<pre wrap=""><br /></pre>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=70]]></link>
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	<dc:date>2010-02-02T11:14:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Rinnovati appelli  per i palù. Dialogo tra scrittori]]></title>
	<description><![CDATA[<style type="text/css"></style>
<div><font face="Arial" size="2"><br /><font size="3">C'&egrave; molta attenzione verso questi luoghi. Leggete le osservazioni di Paolo Favaro e la risposta di Roberto Masiero. Quest'ultimo, in particolare, in quanto scrittore (poesie e romanzi premiati) &egrave; capace di dare un respiro universale alle nostre attenzioni per questi luoghi, rendendo le stesse pi&ugrave; nobili e degne. Grazie a Paolo e Roberto. </font><font size="4"><br />Qui sotto i loro due testi in dialogo,</font><br /><br /><br />Cari amici, periodicamente torno a uno dei miei  &quot;<em>Luoghi del cuore</em>&quot;, i Pal&ugrave; del medio Piave, zona rientrante tra i SIC e  ZPS della Regione Veneto.</font></div>
<div><font face="Arial" size="2">Un paesaggio splendido e, oramai, rarissimo (si  tratta di un'area di notevole ampiezza con una presenza di campi chiusi  &quot;bocages&quot;) ove periodicamente torno per&nbsp;godere della bellezza di un paesaggio  creato dai benedettini 1000 anni or sono.</font></div>
<div><font face="Arial" size="2">Oggi ho avuto la netta percezione che non solo  l'area posta a Nord-Ovest &egrave; ormai stata catturata dal vitato, ma ormai quasi  tutta l'area Nord &egrave; stata ridotta a coltivazione maidicola annullando in&nbsp;  maniera radicale siepi, prati, alberature e inaridendo&nbsp;un terreno prima percorso  dai canaletti che&nbsp; cingono parte dei campi chiusi.</font></div>
<div><font face="Arial" size="2">La mia percezione &egrave; stata avvalorata da un incontro  avuto con l'ex sindaco di Moriago Pergentino Breda, che condivide la mia  costernazione per la continua estensione di aree sottratte al &quot;bocage&quot;&nbsp;causa la  recente estensione&nbsp;&nbsp;di piantagioni di viti in aggiunta alle vaste aree ormai  passate alla coltivazione&nbsp;a&nbsp;mais.</font></div>
<div><font face="Arial" size="2">Lo stesso Pergentino Breda&nbsp;spera&nbsp;sia possibile&nbsp;far  sapere quanto pi&ugrave; possibile all'esterno la gravit&agrave; della situazione, sperando  che qualcuno avvii una campagna di stampa e sensibilizzazione tesa almeno ad  <u>arrestare</u> il processo di alterazione in corso.</font></div>
<div><font face="Arial" size="2">A mio avviso sarebbe opportuno, in prima  istanza,&nbsp;inviare una lettera alla nuova amministrazione di Moriago della  Battaglia e a quella di Sernaglia segnalando che esistono singoli, Associazioni,  Fondazioni e quant'altro attenti alla sorte di un territorio cos&igrave; prezioso e  preoccupati per la sua continua&nbsp;trasformazione.</font></div>
<div><font face="Arial" size="2">Ricordo che&nbsp;i Pal&ugrave; sono stati anche segnalati al  concorso &quot;Luoghi di Valore&quot; della Fondazione Benetton Studi  Ricerche.</font></div>
<div><font face="Arial" size="2">Spero nella vostra attenzione a questa mia  segnalazione, invio i miei pi&ugrave; cordiali saluti.</font></div>
<div><font face="Arial" size="2"></font>&nbsp;</div>
<div><font face="Arial" size="2">Paolo Favaro<br /><br /></font>
<p class="MsoNormal"><font face="Arial" color="navy" size="2"><span style="font-size: 10pt; color: navy; font-family: Arial;">Cari amici, non  sarebbero necessarie altre parole, oltre quelle dell&rsquo;amico Paolo che allego: vi  prego di mandare una petizione al comune di Moriamo per la salvezza dei pal&ugrave;.  <o:p></o:p></span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="Arial" color="navy" size="2"><span style="font-size: 10pt; color: navy; font-family: Arial;">Anche nel mio romanzo  fa capolino il dispregio per tanta grettezza che si riversa sul territorio, dopo  ipocrite manifestazioni di appartenenza. Che ci volete fare, viviamo in un  contesto schizofrenico: da un lato si piagnucola e si spaparanza in giro il  richiamo forte e orgoglioso alle nostre &ldquo;raise&rdquo;, ai nostri valori, ma infine la  cultura &egrave; quella di un popolo condannato a essere profondamente provinciale e  incolto, se questi non si dar&agrave; un colpo di reni e capir&agrave; che tutto, anche le  leggi dell&rsquo;economia, sono cos&igrave; provvisorie e fatue, in mancanza di un progetto  di vivibilit&agrave; per l&rsquo;Uomo ( non il brutale omuncolo economico). Sembra quasi di  assistere ad una nemesi: anche quella del vino &egrave; una cultura antica di  solidariet&agrave;, di amicizia, di coraggio liquido. Se si vuole, in fondo &egrave; simbolo  di &nbsp;rispetto, del filo sicuro che lega la storia migliore nel suo trascorrere.  Ma questi veneti ne hanno tradito lo spirito. Non hanno rispetto e il vino si  vendica, invasivo: anche i vigneti, da pacifico emblematico patto dell&rsquo;umanit&agrave;  sana e lavoratrice con la madre terra, si tramutano in mostri all&rsquo;apparenza  bonari. Anch&rsquo;essi spinti all&rsquo;arrembaggio senza regole, come il mais, collaborano  a modo loro al trionfo della filosofia concreta del &nbsp;capannonismo. Cos&igrave; come la  coltivazione del radicchio di Treviso ora si diffonde imbastardita dal desiderio  di produrre in quantit&agrave; enormi &nbsp;tra Padova e Belluno, e il prosecco allarga i  confini da Vicenza alla Slovenia in un&rsquo;ingorda bulimica rincorsa all&rsquo;affare, la  povera terra, preda di certi nuovi barbari, attende con rabbia compressa il  momento della vendetta.<o:p></o:p></span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="Arial" color="navy" size="2"><span style="font-size: 10pt; color: navy; font-family: Arial;">Fate girare il messaggio  di Paolo. Grazie<o:p></o:p></span></font></p>
<p class="MsoNormal"><font face="Arial" color="navy" size="2"><span style="font-size: 10pt; color: navy; font-family: Arial;">Roberto Masiero<o:p></o:p></span></font></p>
</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=69]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=69</guid>
	<dc:date>2009-11-09T11:59:30+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il nuovo Blog di un personaggio veneto che invito a conoscere: Michele Zanetti]]></title>
	<description><![CDATA[<br />benvenuto nel mondo dei blog a Michele Zanetti, storico naturalista del Veneto.<br /><br />Agli amici che leggeranno il suo blog (www.michelezanetti.it ) devo dire che il suo &egrave; il blog di un amico e di un maestro: maestro fin da quando (avevo circa 20 anni) ho cercato nelle librerie quel meraviglioso volume &quot;il fosso e le siepi&quot; (che oggi ammirano anche le mie piccole bambine.... quindi un libro generazionale), un libro che ha dato dignit&agrave; scientifica al paesaggio che mi circondava, umile e maltrattato ma di impareggiabile bellezza, fatto prorio di fossi, siepi, risorgive, prati.<br />Dopo vent'anni Michele Zanetti &egrave; diventato il sostenitore della campagna &quot;Via la A28 dai pal&ugrave;&quot; e ha fornito documenti e studi su questo paesaggio amato e minacciato dall'autostrada. Studi che sono oggi nelle sedi dei Ministeri, nelle pagine dei miei libri, e pesano come storia anche se l'autostrada pesa come un macigno violento.<br />&nbsp;<br />Dopo ancora, a dramma concluso, &egrave; diventato amico: belle le nostre serate a parlare pubblicamente di isole: lui, io e un geografo a san don&agrave;; a parlare pubblicamente di natura e memorie a Rovigo, in qul chiostro meraviglioso..... a Maserada arrabbiati a parlare di politiche -devastanti- sul territorio. Non dimenticher&ograve; la sua conclusione che ha fatto applaudire tutto il pubblico: &quot;perch&egrave; faccio tutto questo? perch&egrave; io sono INNAMORATO della natura..... lo faccio PER AMORE....., con amore&quot;.<br /><br />Grazie Michele per aver condiviso il tuo amore per la natura con tanta gente, e per questo benvenga il tuo blog.&nbsp; Ti invito a pubblicare, uno dei prossimi giorni, il bel racconto che scrivesti anni fa su quel prato in mezzo ai pal&ugrave; o le sangole.... narrando di quello zio che lasci&ograve; in eredit&agrave; un piccolo sperduto pezzo di terra in mezzo ai pal&ugrave;....costringendo l'emigrante a tornare e a fare i conti con la propria terra!<br />Arrivederci nel nostri blog, Michele Zanetti!]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=68]]></link>
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	<dc:date>2009-11-03T09:51:26+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Io conosco i palù, questo non potrà cancellarlo nessuno.]]></title>
	<description><![CDATA[In un precedente post ho pubblicato una lunga lettera che Paolo, giovane ventenne, mi ha scritto questa estate, raccontandomi della sua ri-scoperta dei pal&ugrave; e della devastazione dell'A28 Conegliano -PN.&nbsp; Nel post invitavo a vedere il suo breve video intitolato &quot;le urla della campagna&quot;, davvero inquietante.<br />Non ho ancora conosciuto Paolo, ma al post&nbsp; ha risposto anche Andrea Mattarollo, attivista storico del WWF di Villorba, insieme a me, autore del video &quot;Che cos'&egrave; l'A28&quot;,&nbsp; partecipe delle vicende e della battaglia per la tutela dei pal&ugrave; tra Livenza e Monticano. Non posso che essere grata a Paolo per quello che ha fatto, con la freschezza della sua giovent&ugrave;, dando valore a ci&ograve; che anche noi a vent'anni abbiamo voluto valorizzare.....<br />Ecco il commento di Andrea:<br /><br /><font size="3">cara Nadia,<br />ho letto nel tuo blog la lettera che ti ha inviato Paolo,<br />e mi  ha fatto tenerezza, m'ha ricordato Nadia Andrea e tanti altri<br />che hanno  creduto, comunque andasse che non si poteva rimanere in silenzio,<br />m'ha  ricordato la mia scoperta dei pal&ugrave;, grazie a te, e il racconto <br />della tua  scoperta, attraverso<br />la tua esperienza, le persone che che hai conosciuto,  intervistato, <br />frequentato.<br />M'ha ricordato come i pal&ugrave; fossero si stati  una scoperta, d'una realt&agrave; <br />che non conoscevo, ma anche una<br />scoperta di  qualcosa che mi apparteneva, in un senso molto concreto, <br />quasi di una parte  di me stesso, che veniva violata<br />prima di tutto nel suo essere  disconosciuta.<br />Io conosco i pal&ugrave;, questo non potr&agrave; cancellarlo  nessuno.<br /><br />Cara mia, un abbraccio<br /><br />Andrea</font>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=67]]></link>
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	<dc:date>2009-10-30T09:40:39+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Seminari "Beni comuni, culture e dinamiche di cambiamento"]]></title>
	<description><![CDATA[<meta http-equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8" />
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<p lang="" style="text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;"><span class="sd-abs-pos" style="position: absolute; top: 1.23cm; left: 2.64cm; width: 79px;"></span><br /> </p>
<p style="text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>
<p style="text-indent: 1.25cm; margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>
<p style="text-indent: 6.24cm; margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>
<div style="text-align: center;"><font size="4"><b>Tre incontri su</b></font></div>
<p align="center" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><font size="6" style="font-size: 22pt;"><b>Beni comuni, culture <br /></b></font></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><font size="6" style="font-size: 22pt;"><b><br /></b></font></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><font size="6" style="font-size: 22pt;"><b>e dinamiche</b></font></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><font size="6" style="font-size: 22pt;"><b><br /></b></font></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><font size="6" style="font-size: 22pt;"><b> di cambiamento</b></font></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">&nbsp;</p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><font size="6" style="font-size: 22pt;"><b>MIlano Univ. Bicocca<br /></b></font></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><b></b></p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><b>Mercoled&igrave; 21 Ottobre 2009, h. 14-17 (</b><b>Aula Massa, Edificio U6, IV piano) <br /></b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><b>Saperi attorno all&rsquo;acqua</b></p>
<ul>
    <li>
    <p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">&ldquo;Per 	un&rsquo;antropologia dell&rsquo;acqua&rdquo;<br />Breda, <i>Universit&agrave; 	degli Studi di Firenze </i> 	</p>
    </li>
    <li>
    <p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">&ldquo;Competizione 	sulle risorse idriche e il futuro dei piccoli agricoltori in Egitto 	e Tunisia&rdquo;<br />Habib Ayeb, <i>American University of Cairo</i></p>
    </li>
    <li>
    <p style="margin-bottom: 0.49cm; line-height: 150%;">&ldquo;Accesso 	all'acqua&nbsp;e&nbsp;modelli di cooperazione&rdquo;&nbsp;<br />Rosario 	Lembo, <i>Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua</i></p>
    </li>
</ul>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><b>Mercoled&igrave; 28 Ottobre 2009, h. 14-17 </b>(aula da definire)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><b>I saperi della terra</b></p>
<ul>
    <li>
    <p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">&ldquo;La Montagna 	&lsquo;animata&rsquo;: saperi e pratiche attorno alla montagna nel contesto 	andino peruviano&rdquo;</p>
    </li>
</ul>
<p style="margin-left: 0.64cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"> Arianna Cecconi, <i>Universit&agrave; degli Studi di Milano-Bicocca</i></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><i>-     </i>Francesco Benciolini<i> (Associazione Rurale Italiana)</i></p>
<p style="margin-left: 0.64cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"> <br /> </p>
<p style="margin-top: 0.49cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><b>Mercoled&igrave; 4 novembre 2009, h.14-17, (</b><b>Aula Massa, Edificio U6, IV piano)</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"><b>I saperi della partecipazione</b></p>
<ul>
    <li>
    <p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">&ldquo;Saperi 	locali e retoriche della partecipazione nell&rsquo;agrobusiness 	giordano&rdquo;<br />Mauro Van Aken, <i>Universit&agrave; degli Studi di 	Milano-Bicocca</i>  	</p>
    </li>
    <li>
    <p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;">&ldquo;Buone 	pratiche nella gestione agro-pastorale in Etiopia&rdquo;<br />Italo Rizzi, 	<i>LVIA</i></p>
    </li>
</ul>
<p lang="" style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=66]]></link>
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	<dc:date>2009-10-20T08:55:51+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[pochi secondi di autostrada]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold;"><font size="4">Per vedere i video di Paolo Steffan sull'autostrada e le sue meraviglie, cliccate le parole <br />&quot;pal&ugrave; san fior&quot;&nbsp; su youtube.<br />il pi&ugrave; sconcertante &egrave; il video intitolato le urla della campagna.....<br />buona visione!<br /></font></span>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=65]]></link>
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	<dc:date>2009-10-19T08:41:10+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Passaggio generazionale per i palù]]></title>
	<description><![CDATA[Paolo ha 20 anni: la met&agrave; dei miei. Abita a San Fior, vicino a me. Ha scoperto i pal&ugrave; da solo, gi&agrave; sventrati dall'A28, attraverso ricordi d'infanzia. Mi ha scritto una mail, raccontandomi questa scoperta, lo schock emotivo e culturale, ringraziando gli ambientalisti per aver almeno provato, con tutte le loro forze, a salvare i pal&ugrave;. <br />Se un giovanissimo ha scritto e pensato questo, allora nulla &egrave; perduto, nulla &egrave; stato inutile. <br />Grazie Paolo. <br />Leggete la sua mail!!!! <br />
<div style="text-align: center;"><img height="200" width="NaN" alt="" src="/public/fieno nelle fontane.jpg" /><br /><br /><img height="300" width="400" src="/public/costruzione autostrada.JPG" alt="" /><br /></div>
<br />Castello Roganzuolo, 15 luglio 200  <br /><br />Finalmente mi &egrave; arrivato un libro che ordinai 15 giorni fa, dal bel sottotitolo Inquietanti paesaggi fra natura e cultura: ne ho appena letto l'introduzione. Da qualche tempo volevo notizie sui pal&ugrave;, specie di San Fior, su che cosa sono veramente, su cosa di ci&ograve; che da bambino vedevo calpestavo toccavo quasi tutti i giorni, fosse pal&ugrave; e cosa no.  <br />LA PREGO di leggere questa mia testimonianza, con pazienza, anche se mi dilungher&ograve; un poco, specie per contestualizzare il tutto.  Mi presento: sono uno studente di lettere (a Venezia), ho 20 anni e vivo, appunto, nel comune di San Fior, vicino ai colli, relativamente lontano dall'area propriamente detta dei pal&ugrave;. Eppure negli anni '90 ebbi un contatto quasi giornaliero con i pal&ugrave;, in quanto i miei nonni acquistarono una vecchia casa rurale fatiscente in via Pal&ugrave; a San Fior di Sotto, luogo di campagna dove mi recavo almeno 4-5 pomeriggi a settimana. Poi, dopo pochi anni la casa and&ograve; venduta (perch&eacute; era &quot;insopportabilmente&quot; e &quot;inspiegabilmente&quot; vincolata ai beni culturali!). <br />Ebbene, da quel momento, i miei rapporti coi pal&ugrave; cessarono per anni. Nel 2008, anno in cui ho iniziato consapevolmente a PAESAGGIRE specie nell'arco collinare di Castello Roganzuolo, Colle Umberto, fotografando, ascoltando ecc mi sono accorto che c'era qualche cosa di inquieto, che mi era comunicato: una minaccia incombente su un'albero, un muro, una pietra, che dopo vent'anni che vedevo, iniziavo a guardare: e in queste piccole cose ritrovavo le passate stagioni, di me e di umanit&agrave; scomparse, che in esse avevano testimoniato un passaggio fondamentale.  <br /><br />L'anno scorso, ad agosto, capitai nella campagna di San Vendemiano, percorrevo una strada che da tempo non frequentavo, quando vidi... I PILASTRI DEL CANTIERE AUTOSTRADALE! &quot;Finalmente&quot;  ce l'avevano fatta!... Rimasi scioccato dalla presenza di quelle masse di cemento, in mezzo alle siepi, tra vecchi edifici (che avevano il destino di scomparire sotto l'asfalto entro pochi mesi). Perch&eacute;, gi&agrave; negli anni '90 avevo sentito parlare di quella autostrada che &quot;no i la finisse mai! Tuta colpa dei Verdi, chei maedetti!&quot;... e queste sono esclamazioni da me edulcorate, ma che si sentivano, tra gli amanti di un grasso progresso (solo finanziario, poi). Invece i Verdi maedetti, maniera comune di definire il WWF e gli attivisti per la tutela dell'ambiente (&quot;tuti parolon fati pa' imbriagarte su&quot;) hanno di fatto &quot;perso&quot;.   <br />Il giorno stesso che ho scoperto il misfatto, ero con un amico che vive a San Fior solo da circa 10 anni, e l'ho fatto fermare, proprio dentro il cantiere dell'autostrada, in un pomeriggio domenicale in cui le scavatrici riposavano. Munito - come sempre - di fotocamera, ho fatto alcune foto e, a testimoniare lo shock, ho inventato un breve video, venutomi spontaneo al momento, e al quale ha collaborato il compagno di viaggio. <br /><br />L'ho caricato su youtube, dove i video sensati hanno molto poca fortuna: <br /><br />la prego di guardarlo all'indirizzo seguente:   <span style="font-weight: bold;">http://www.youtube.com/watch?v=R46rfEI9xlA  <br /><br /></span>Dopo alcuni sopralluoghi in questo punto nei mesi successivi, un giorno di marzo (2009) mi &egrave; balzato agli occhi il nome di pal&ugrave;, grazie a Sovrimpressioni di Andrea Zanzotto. Ecco che mi si &egrave; riaperto un mondo! Mi sono ricordato dei pomeriggi a San Fior di Sotto, del fatto che il tracciato dell'autostrada, com'era segnato negli anni '90, doveva passare a pochi metri dal campo dove giocavo, dove coglievo le &quot;tegoline&quot;, i &quot;fasoi&quot;, i &quot;radicet&quot; e le &quot;radicee&quot; con la nonna. Partii da casa a piedi e mi recai nel luogo. Per via Pal&ugrave; enormi camion mi sfrecciavano accanto, irrispettosi del pedone senza dignit&agrave;. Arrivo. casa non c'era pi&ugrave;. Ne era in costruzione una nuova, &quot;fedele ricostruzione&quot;? Mah!... Da l&igrave; gi&agrave; vedevo il cavalcavia, e altri camion indaffarati a snodarsi nel cantiere. Vi passai sotto, un po' intimidito e demoralizzato. <br />Fotografai. <br />Proseguii.  <br />Via San Macario dei Pal&ugrave;, un nome misterioso, ma amichevole: la imbocco, anche perch&eacute; riporta su, verso Zopp&eacute;. Qui lo spettacolo paesaggistico &egrave; indescrivibile, e il quasi silenzio.   Ma l'illusione dur&ograve; poco, dietro una siepe, oltre un acquitrino: due cavalcavia mozzi, cadaverici nell'atto stesso di nascere. E due betoniere una contro l'altra, in quello che ho immediatamente descritto come un rapporto sessuale che d&agrave; frutti inversi, cio&eacute; che non d&agrave; frutti. Anche qui ho fatto due brevissimi filmati, ai quali la rimando:<br /><br />&nbsp;<span style="font-weight: bold;">http://www.youtube.com/watch?v=RGC6zalc_8w </span><br /><br /><span style="font-weight: bold;">http://www.youtube.com/watch?v=e1qF-X58gd4 </span> <br /><br />Da quel momento non ho pi&ugrave; avuto contatti coi pal&ugrave; di San Fior di Sotto. Ma solo Dio - o San Macario dei Pal&ugrave; - pu&ograve; sapere quanto li ho pensati. E finalmente ho scoperto una bella pubblicazione, che mi far&agrave; compagnia quest'estate, aiutandomi a stargli pi&ugrave; vicino.  Grazie per l'interessamento, ma SOPRATTUTTO per tutto quello che lei e altri avete fatto e state facendo per questi tesori di cui nessuno pare accorgersi pi&ugrave;, forse per la DIFFICOLTA', cosa intollerabile nell'era dei Quattro Salti in padella!  <br /><br />Paolo Steffan  <br /><br />P.S. Se i link dei video non dovessero funzionare, basta che faccia una ricerca su youtube per &quot;pal&ugrave; san fior&quot; e li trover&agrave; tutti e tre. Non sono capolavori, ma do loro almeno il grado di testimonianze.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=64]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=64</guid>
	<dc:date>2009-10-02T11:40:06+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Letture d'albero, voci da Lévi Strauss]]></title>
	<description><![CDATA[<meta http-equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8" />
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<p align="left" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><br /> </p>
<p align="left" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><br /> </p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><font size="5"><b><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Omaggio a L&eacute;vi Strauss</span></b></font></p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; font-style: normal;"> <font size="4" style="font-size: 16pt;"><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">In occasione del  centenario&nbsp;&nbsp; <br /></span></font></p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; font-style: normal;"><font size="4" style="font-size: 16pt;"><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">della nascita </span></font> </p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><br /> </p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><font size="4" style="font-size: 15pt;"><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">26  maggio 2009, ore 11.30</span></font></p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><br /> </p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><font size="4" style="font-size: 15pt;"><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Universit&agrave; degli Studi di Firenze</span></font></p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><br /> </p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i><b><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Chiostro della Facolt&agrave; di Scienze della Formazione</span></b></i></font></p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; font-style: normal;"> <font size="4" style="font-size: 15pt;"><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Via di Parione 7, Firenze</span></font></p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><br /> </p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><br /> </p>
<p style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><br /> </p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><br /> </p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><font size="5" style="font-size: 20pt;"><i><b><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">LETTURE D'ALBERO, <br /></span></b></i></font></p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><font size="5" style="font-size: 20pt;"><i><b><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><br /></span></b></i></font> </p>
<div align="center" style="background: rgb(204, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><font size="5" style="font-size: 20pt;"></font></div>
<p align="center" style="background: rgb(204, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><font size="5" style="font-size: 20pt;"><i><b><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">			VOCI DA L</span></b></i></font><font size="5" style="font-size: 20pt;"><i><b><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">&Eacute;</span></b></i></font><font size="5" style="font-size: 20pt;"><i><b><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">VI STRAUSS</span></b></i></font><font size="5" style="font-size: 20pt;"></font></p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><br /> </p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><font size="5" style="font-size: 20pt;"><i><b><span style="background: rgb(204, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">			Reading  </span></b></i></font><font size="2" style="font-size: 10pt;"></font> </p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 255, 255) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><br /> </p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; font-style: normal;"> <br /> </p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; font-style: normal;"> <font size="5" style="font-size: 20pt;"><b><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Voce e canto: Maria Giovanna Simbula</span></b></font></p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; font-style: normal;"> <font size="5" style="font-size: 20pt;"><b><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">con accompagnamento musicale</span></b></font></p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><br /> </p>
<div align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><font size="5"><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Organizzazione:</span></font></div>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><font size="5"><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Presidenza della Facolt&agrave; di Scienze della Formazione</span></font></p>
<p align="center" style="background: rgb(204, 204, 204) none repeat scroll 0% 0%; margin-bottom: 0cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><font size="5"><span style="background: transparent none repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Breda N., Lelli S., Tosi Cambini S., docenti di Antropologia </span></font> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=63]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=63</guid>
	<dc:date>2009-05-08T11:33:21+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[I Rom rapiscono i bambini?]]></title>
	<description><![CDATA[Questo il testo scritto dall'antropologa Sabrina Tosi Cambini, amica e collega di Firenze, che prende posizione sulle attuali vicende di violenza contro i Rom, a partire non da emozioni, principi o teorie, ma da un approfondito studio pluriennale, condotto su archivi, preture, tribunali.<br />E' apparso sul Manifesto il giorno 22 maggio 2008.<br /><br /><br />di Sabrina Tosi Cambini<br /><br />Quando si d&agrave; notizia di fatti come quello recente di Napoli, si apre una voragine in cui la confusione<br />e i luoghi comuni si alimentano a vicenda. Ci sembra, dunque, opportuno segnalare lo studio sui<br />presunti rapimenti di infanti da parte di rom e sinti condotto da Sabrina Tosi Cambini e attualmente<br />in stampa presso la casa editrice CISU. Esso fa parte di un progetto di ricerca pi&ugrave; ampio sotto la<br />direzione di Leonardo Piasere commissionato dalla Fondazione Migrantes al Dipartimento di<br />Psicologia e Antropologia culturale dell&rsquo;Universit&agrave; di Verona, dove contemporaneamente &egrave; stata<br />condotta da Carlotta Saletti Salza un&rsquo;indagine sulle adozioni di minori rom e sinti in Italia.<br />La ricerca originariamente copriva il ventennio dal 1986 al 2005, ma si &egrave; protratta fino al 2007. I<br />casi studiati sono stati individuati e analizzati partendo dall&rsquo;archivio Ansa e arrivando alla<br />consultazione dei fascicoli dei Tribunali.<br />Tra i risultati generali dobbiamo anzitutto dire che non esiste nessun caso in cui viene commesso un<br />rapimento. Nessun esito, infatti, corrisponde ad una sottrazione dell&rsquo;infante effettivamente avvenuta<br />e provata oggettivamente.  Anche laddove si apre un processo, il fatto contestato viene sempre<br />qualificato come delitto tentato e non commesso, le cui circostanze aprono ad una complessa<br />valutazione dell&rsquo;esistenza o meno della volont&agrave; dolosa.<br />Inoltre, in alcuni casi l&rsquo;identit&agrave; rom della persona &egrave; solo ipotizzata dai denuncianti; in altri l&rsquo;esito<br />dell&rsquo;intervento delle Forze dell&rsquo;Ordine e delle indagine portano a ritenere che si &egrave; trattato di un<br />equivoco, che i fatti svolti non erano tesi ad un&rsquo;azione criminosa e comunque all&rsquo;assoluta certezza<br />dell&rsquo;inesistenza di un tentativo di rapimento; ancora: si scopre che coloro che denunciano il fatto<br />sono persone che cavalcano volontariamente il luogo comune degli &ldquo;zingari ladri di bambini&rdquo; per<br />un secondo fine; oppure le ricerche a tappeto effettuate dalle FF.OO., i controlli e le perquisizioni<br />nei campi nomadi non portano a niente.<br />Comparando i casi studiati &egrave; possibile notare il ricorrere di poche variabili sia per quanto riguarda<br />gli attori coinvolti che le dinamiche: gli elementi ripetitivi dei fatti narrati vanno a costruire una<br />struttura contestuale che si ripete.<br />Ad esempio, nella grande maggioranza, si tratta di &lsquo;donne contro donne&rsquo; ossia &egrave; la madre (o un&rsquo;altra<br />parente stretta) ad accusare una donna zingara (o pi&ugrave; donne zingare) di aver tentato di prendere il<br />bambino; non ci sono testimoni del fatto, tranne i diretti interessati; gli eventi accadono spesso in<br />luoghi affollati come mercati o vie commerciali; nessuno interviene in soccorso della madre; non di<br />rado appare la paura che vi sia uno &lsquo;scopo oscuro del rapimento&rsquo; per cui la presenza di alcuni mezzi<br />e persone nelle vicinanze vengono interpretate dalle madri (o da altre figure) come complici della<br />zingara (ma i controlli, lo smentiscono regolarmente).<br />Si pu&ograve; affermare che laddove vi &egrave; la presenza di un infante, l&rsquo;avvicinamento di una persona rom &egrave;<br />subito vissuto come un pericolo per il proprio figlio: lo stereotipo &ldquo;gli zingari rubano i bambini&rdquo;<br />risulta essere molto pi&ugrave; potente di qualsiasi altro. Non si ha paura, infatti, che sottraggano il<br />portafogli o la borsa (secondo lo schema mentale &ldquo;gli zingari rubano&rdquo;), ma che portino via il<br />bambino.<br />Il lavoro pi&ugrave; impegnativo si &egrave; concentrato sullo studio dei casi che hanno portato all&rsquo;apertura della<br />procedura e dell&rsquo;azione penale e, quindi, sui fascicoli di loro riferimento, adottando, oltre a quella<br />giuridica, pi&ugrave; prospettive: etnografica, dell&rsquo;antropologia giuridica ed etnometodologica.<br />Infine, per quanto riguarda episodi di sparizione di bambini, nella maggioranza molto noti<br />all&rsquo;opinione pubblica, abbiamo ricostruito i vari momenti in cui i rom e sinti entravano tra i soggetti<br />sospetti e gli esiti degli accertamenti che derivavo dall&rsquo;attivit&agrave; investigativa (sempre negativi).]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=60]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=60</guid>
	<dc:date>2008-05-26T16:04:59+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[in ricordo di Aimé Césaire, poeta della négritude e della lotta al colonialismo]]></title>
	<description><![CDATA[Eravamo -io e i miei studenti-&nbsp; alla lezione di antropologia sociale venerd&igrave; scorso, 17 aprile 2008 , quando abbiamo appreso che il giorno prima era morto, all'et&agrave; di 94 anni, il poeta-politico Aim&eacute; C&eacute;saire, martinicano, grande cantore della <span style="font-style: italic;">n&eacute;gritude</span>, quella negritudine amata e riscattata cui dedic&ograve; la sua vita e che &egrave; ora bagaglio culturale imprescindibile per ogni persona che lotti contro il colonialismo e i suoi attuali attualissimi strascichi. Da qualche anno propongo ai miei studenti la lettura integrale del libro di Aim&eacute; C&eacute;saire,<span style="font-style: italic;"> Discorso sul colonialismo, </span>un testo forte e bello, scritto nel lontano '55. Forte perch&egrave; chiama al tribunale della coscienza l'Europa responsabile del colonialismo, con quel suo grido -in prima pagina- &quot;L'Europa &egrave; indifendibile...&quot;. Bello perch&egrave; C&eacute;saire &egrave; poeta.<br />Non abbiamo potuto non celebrarlo, il nostro autore, dopo aver dedicato due mesi di lavoro, pensiero, riflessione, dibattiti e seminari al tema del colonialismo. Abbiamo preso in mano <span style="font-style: italic;">Discorso sul colonialismo</span>, ne&nbsp; abbiamo letto una pagina.... abbiamo applaudito Aim&eacute; C&eacute;saire......<br />So che in quel momento lui ci sorrideva.....]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=55]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=55</guid>
	<dc:date>2008-04-21T15:16:29+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Piante vagabonde ]]></title>
	<description><![CDATA[A fine '800 due naturalisti viaggiando nel Caucaso scoprirono una pianta che dedicarono ad un famoso antropologo, Mantegazza, chiamandola Heracleum mantegazzianum. Oggi questa pianta &egrave; una invasiva conosciuta con il nome di Panace Gigante. La mia lettura antropologica propone una inversione del punto di vista: con l'aiuto del bel libro di Gilles Cl&eacute;ment, <span style="font-style: italic;">Le vagabonde,</span> propon di vedere il mondo dal punto di vista delle piante infestanti, &quot;vagabonde&quot; girovaghe sorprendenti entusiasmanti... vi aspetto ai gioved&igrave; del Museo... naturabilia e mirabilia!
<h1><a href="http://www.msn.unifi.it/Article187.html" class="pn-title">NATURALIA E MIRABILIA</a></h1>
Nell' ambito dell' iniziativa Naturalia e Mirabilia    <br />
<p>del Museo di Storia Naturale dell'Universit&agrave; di Firenze </p>
<p><strong>gioved&igrave; 27 marzo 2008, ore 17.00 </strong>   <br /> <strong>Una pianta tante storie, l'eracleo di Mantegazza</strong>   <br />I naturalisti Sommier e Levier alla fine del 1800 scoprirono nel Caucaso una pianta che dedicarono all'amico antropologo Mantegazza. Heracleum mantegazzianum. </p>
<p>Botanici e antropologi riscostruiscono la storia della pianta sulle note dei Genesis e ci parleranno di &quot;piante vagabonde&quot;   <br />Interverrano:   <br />Bruno Foggi - D.po Biologia vegetale   <br />Maria Gloria Roselli -Sezione Antropologia   <br />Nadia Breda - D.po di Studi Sociali </p>
<p><b>Tribuna Galileo, Museo di Storia Naturale, Sezione Zoologia 'La Specola'   <br />informazioni 055 2288251    <br />   <br /> </b></p>
<img hspace="0" border="0" src="file:///C:/Documents%20and%20Settings/utente/Documenti/NADIA%20tutte%20le%20cartelle%21%21%21%21%21%21%21%21%21%21%21%21%21%21%21%21%21%21/orto%20botanico%20di%20firenze/piante%20vagabonde,%20MSC%20fi,%20marzo%2008_files/mantegazza_27_03_08.jpg" alt="locandima evento del 27 marzo 2008" />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=53]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=53</guid>
	<dc:date>2008-03-24T11:01:53+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Seminari di antropologia]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="center" style="background: rgb(230, 230, 230) none repeat scroll 0% 50%; margin-top: 0.42cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; page-break-after: avoid;"> <font face="Arial, sans-serif"><font size="5"><i><b><span style="background: rgb(230, 230, 230) none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Antropologia.</span></b></i></font></font></p>
<p align="center" style="background: rgb(230, 230, 230) none repeat scroll 0% 50%; margin-top: 0.42cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; page-break-after: avoid;"> <font face="Arial, sans-serif"><font size="4"><i><b><span style="background: rgb(230, 230, 230) none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Approfondimenti sui temi del colonialismo, </span></b></i></font></font> </p>
<p align="center" style="background: rgb(230, 230, 230) none repeat scroll 0% 50%; margin-top: 0.42cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; page-break-after: avoid;"> <font face="Arial, sans-serif"><font size="4"><i><b><span style="background: rgb(230, 230, 230) none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">dell'ambientalismo e delle dominazioni linguistiche.</span></b></i></font></font></p>
<p align="center" style="background: rgb(230, 230, 230) none repeat scroll 0% 50%; margin-top: 0.42cm; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; font-style: normal; page-break-after: avoid;"> <font face="Arial, sans-serif"><font size="4"><b><span style="background: rgb(204, 255, 255) none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">Invito e calendario</span></b></font></font></p>
<p style="background: rgb(230, 230, 230) none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><br /><br /> </p>
<p align="center" style="background: rgb(230, 230, 230) none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"><b><span style="background: rgb(230, 230, 230) none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">a cura di Nadia Breda</span></b></p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0cm;"><font color="#00ffff"><span style="background: rgb(0, 255, 255) none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii</span></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>
<ul>
    <li>
    <h1 align="left" class="western"><font size="4">Aprile 2008</font></h1>
    </li>
</ul>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;">1 Aprile ore .16-19 <font face="Arial, sans-serif"><font size="2"><b> </b></font></font><font size="3"><b>IL VEGAN-</b></font><font size="3"><i><b>ALIENO. </b></i></font><font size="3"><b>Testimonianze di vita e percorsi etnografico-letterari sul veganesimo, s</b></font>eminario della dr.ssa Elisa <span style="text-decoration: none;">Di Bernardo</span></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;"><br /> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;">2 Aprile 2008 ore 11-13 continuazione del seminario e conclusioni. Dibattito</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;">8 aprile ore 13.15 <font size="3"><span style="font-style: normal;"><b>&ldquo;&hellip;UN PRODOTTO COLONIALE. UN FRUTTO CANDIDO E GENEROSO...&rdquo; (P. Neruda). La donna della &ldquo;colonia&rdquo;  </b></span></font><font size="3"><span style="font-style: normal;"><span style="">seminario del dr. Mauro Sbordoni</span></span></font></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;">9 aprile ore 9-11 Continuazione del seminario e conclusioni. Dibattito</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;">15 aprile ore 13-15 <font size="4">IL MONDO COLONIALE FRA IMMAGINARIO ED IMMAGINE</font><b>, </b><span style="">seminario del dr. Paolo Pecchioli</span></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;">16 aprile ore 9-11, continuazione del seminario del dr. Pecchioli. Proiezioni.</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;">18 aprile ore 12-14 continuazione del seminario e conclusioni. Dibattito</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;">22 aprile ore 13-15 <font size="3"><b>L&rsquo;ARTEFATTO DEGLI &ldquo;ALTRI&rdquo;. DA OGGETTO DI INVENTARIO A OPERA D&rsquo;ARTE Il manufatto &ldquo;coloniale&rdquo;, </b></font><font size="3"><span style="">seminario del dr. Mauro Sbordoni</span></font></p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;">23 aprile ore 9-11 Continuazione del seminario e conclusioni. Dibattito</p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>
<ul>
    <li>
    <p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><font size="4"><b>Maggio 2008</b></font></p>
    </li>
</ul>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;">  </p>
<p align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="">21 maggio ore 9-11, </span><font size="4">LA  <i>WOLOFISATION</i></font><span style=""><font size="4">,</font> <font size="4">casi di dominazione della lingua wolof in Africa  </font>seminario della dr.ssa Diye Ndiaye. </span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0cm;"><font color="#00ffff"><span style="background: rgb(0, 255, 255) none repeat scroll 0% 50%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;">iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii</span></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0cm;"><b>Sede degli incontri: Dipartimento di Studi Sociali, Universit&agrave; di Firenze, </b> </p>
<p align="center" style="margin-bottom: 0cm;"><b>Via Cavour 82, Firenze. Tel. segreteria didattica 0552757761</b></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=52]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=52</guid>
	<dc:date>2008-03-17T09:29:04+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[ISOLE: gli aspetti etnografici, geografici e naturalistici della condizione insulare]]></title>
	<description><![CDATA[Conferenza a pi&ugrave; voci<br /><br /><br />La condizione insulare appare ampiamente diffusa sul pianeta; anche nei luoghi in cui il mare &egrave; del tutto assente e lontano.<br />E&rsquo; questo il concetto-guida dell&rsquo;incontro organizzato dall&rsquo;ANS e che si avvale del contributo di esperti a livello universitario.<br />Isole sono le terre e i luoghi che appaiono &ldquo;isolati&rdquo; dalle realt&agrave; contermini per la presenza di insormontabili barriere naturali; isole sono i popoli o i gruppi etnici che queste stesse barriere dividono da altre realt&agrave; etniche. <br />Isole, estremizzando il concetto, sono i singoli migranti, che con il loro personalissimo bagaglio di cultura, di tradizioni e di abilit&agrave; vengono a trovarsi in contesti ambientali e socio-economici del tutto estranei.<br />I relatori svilupperanno pertanto i concetti dell&rsquo;insularit&agrave; intesa come condizione che presuppone l&rsquo;elaborazione della diversit&agrave;.<br />Cos&igrave; avviene infatti in natura, dove l&rsquo;isolamento &egrave; condizione prima del fenomeno di speciazione, ovvero di creazione della bio-diversit&agrave; e dunque della ricchezza biotica che costituisce il presupposto per gli equilibri ecologici del pianeta. Non a caso Charles Darwin ha elaborato la sua rivoluzionaria teoria dell&rsquo;evoluzione naturale a seguito di osservazioni compiute in ambiente insulare.<br /><br />Ne parleranno, con il supporto di immagini: Nadia Breda, Francesco Vallerani, Michele Zanetti.<br /><br /><br />CONFERENZE PRIMAVERA-ESTATE 2008<br />ANS- Associazione Naturalistica Sandonatese<br /><br />(Centro Culturale &ldquo;L. Da Vinci&rdquo;, Piazza Indipendenza, San Don&agrave; di Piave, ingresso libero)<br /><br />MERCOLEDI&rsquo; 12 MARZO, Ore 20,45 SAN DONA&rsquo; DI PIAVE<br /><br /><br />Francesco Vallerani, geografo dell&rsquo;Universit&agrave; C&agrave; Foscari di Venezia<br />Nadia Breda, ricercatrice e docente presso l&rsquo;Universit&agrave; di Firenze <br />Michele Zanetti, naturalista.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=51]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=51</guid>
	<dc:date>2008-03-06T15:17:26+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Letture su colonialismo, postcolonialismo, dittature .]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold;"><br /></span>Riporto l'elenco delle letture da me proposte e discusse durante il corso di antropologia sociale all'Universit&agrave; di Firenze, dedicato ai temi del colonialismo, postcolonialismo, violenze e dittature degli ultimi due secoli. Sono approfondimenti del testo di Ania Loomba, <span style="font-style: italic;">Colonialismo/postcolonialismo (</span>ed Meltemi) e allargamenti della prospettiva antropologica attraverso le narrazioni letterarie. Letture che contorcono lo stomaco... ma utili a capire il mondo.<br /><span style="font-weight: bold;"></span><font size="4" style="font-size: 19pt;"><b><br /><br /><font size="3">Letture sui temi del colonialismo/postcolonialismo/violenze e dittature.<br /></font></b></font>
<div> </div>
<font size="3" style="font-size: 19pt;"><b></b></font><b><br /><br /> </b>
<div style="text-align: center;"><b><font size="4">corso di antropologia sociale<br /><font size="3">Dipartimento di Studi Sociali<br />Universit&agrave; degli Studi di Firenze</font></font><font size="3"><br />anno acc. 2005/06, 2006/07</font></b></div>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"> </p>
<ul> <b>    </b>
    <li><b><font size="3" style="font-size: 15pt;"><span style="">- 		Franz Fanon, </span></font><font size="3" style="font-size: 15pt;"><i><span style="">Pelle 	nera maschere bianche, </span></i></font><font size="2" style="font-size: 15pt;"><span style=""><font size="3">[1952], 	Marco Tropea editore</font></span></font></b></li>
</ul>
<ul> <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="3" style="font-size: 15pt;">Franz 	Fanon, </font><font size="3" style="font-size: 15pt;"><i>I dannati 	della terra, </i></font><font size="2" style="font-size: 15pt;"><font size="3">Einaudi 	1970 [1961]</font><br />Edizioni 	di Comunit&agrave;</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="2" style="font-size: 15pt;">Aim&eacute; 	C&eacute;saire, </font><font size="2" style="font-size: 15pt;"><i>Discorso 	sul colonialismo, </i></font><font size="2" style="font-size: 15pt;">Lilith 	 edizioni</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="2" style="font-size: 15pt;">Joyce 	Lussu, </font><font size="2" style="font-size: 15pt;"><i>Tradurre 	poesia</i></font><font size="2" style="font-size: 15pt;">, Robin ed. </font> 	</b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="2" style="font-size: 15pt;">Mahasweta 	Devi, </font><font size="2" style="font-size: 15pt;"><i>La preda</i></font><font size="2" style="font-size: 15pt;">, 	Einaudi</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;"><font size="2">Shakespe</font><font size="3">are 	W., </font></font><font size="3" style="font-size: 15pt;"><i>Otello </i></font><font size="3" style="font-size: 15pt;">e 	</font><font size="3" style="font-size: 15pt;"><i>La Tempesta</i></font><font size="3" style="font-size: 15pt;">, 	Mondadori, i Meridiani o qualsiasi edizione</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Mandela, 	</font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Lungo cammino verso 	al libert&agrave;:autobiografia, </i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">Feltrinelli, 	1995</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Foucault, 	M., </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>L&rsquo;ordine del 	discorso, </i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">Einaudi</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Robert 	J. C. Young, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Introduzione 	al postcolonialismo</i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">, 	Meltemi 2005</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">E. 	Said, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Orientalismo</i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">, 	qualsiasi edizione</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Gramsci, 	</font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Quaderni dal carcere</i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">, 	qualsiasi edizione</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Simon 	Weil, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Sul 	colonialismo. Verso un incontro tra Occidente e Oriente</i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">, 	Medusa ed.</font></b></p>
    <b>    </b></li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><b><br /> </b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><b><br /> </b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><b><br /> </b></p>
<ul> <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <h1 class="western"><b>area africana</b></h1>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Wole 	Soyinka, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Clima di 	paura, </i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">Codice 	edizioni 2005 </font> 	</b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;"><span lang="de-DE">Wole 	Soyinka, </span></font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><span lang="de-DE"><i>Ak&eacute;. 	</i></span></font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Gli anni 	dell&rsquo;infanzia, </i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">Jaca 	Book, 1983</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Achebe 	Chinua, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Un uomo del 	popolo</i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">, Jaca Book, 	1994</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Ngugi 	Wa Thiong&rsquo;O, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Spostare 	il centro del mondo. La lotta per le libert&agrave; culturali, 	</i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">Meltemi 2000</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Malika 	Mokeddem, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Gente in 	cammino, </i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">Astrea ed.</font></b></p>
    </li>
    <li><font size="5"><span style="font-weight: bold;">Suleiman Cassamo</span>, <em><font color="#990000"><a href="http://www.edizionispartaco.it/index.php?page=shop.product_details&amp;flypage=shop.flypage&amp;product_id=70&amp;category_id=8&amp;option=com_phpshop&amp;Itemid=54">C'era una donna nel mezzo del destino</a></font></em>&quot;, Spartaco edizioni, Napoli</font></li>
    <li><font size="5"><span style="font-weight: bold;">Suleiman Cassamo</span>, <span style="font-style: italic;">Nigeria Campione del mondo</span>, Spartaco Edizioni, Napoli</font><br /></li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><b><br /> </b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><b><br /> </b></p>
<ul> <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <h2 class="western" style="page-break-after: avoid;"><b>area 	orientale  	</b></h2>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Aung 	San Suu Kyi, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Liberi 	dalla paura. La voce coraggiosa della Birmania Premio Nobel per la 	Pace, </i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">Sperling and 	Kupfer, 1996</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Amitav 	Ghosh, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Estremi 	orienti, </i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">Einaudi 	1998</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Matilde 	Callari Galli, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Pedagogia 	del totalitarismo</i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">, 	Meltemi</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b> <font size="4" style="font-size: 15pt;">Rithy 	Panh e Christine Chaumeau, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>S-21 	la macchina di morte dei Khmer rossi,</i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;"> 	O barra O edizioni, 2004</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Torben 	e Retboll, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Timor est, 	un genocidio dimenticato, </i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">Ed. 	Pagnini e Martinelli, Firenze 1999</font></b></p>
    <b>    </b></li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><b><br /> </b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><b><br /> </b></p>
<ul> <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <h2 class="western" style="page-break-after: avoid;"><b>India</b></h2>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Mahasweta 	Devi, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>La preda</i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">, 	Einaudi</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Arundhati 	Roy, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>La fine delle 	illusioni, </i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">TEA ed.</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">- 	Spivak G.ChaKravorety, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Critica 	della ragione postcoloniale, </i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;"> 	Meltemi, 2004 (pp. 213-322)</font></b></p>
    <b>    </b></li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><b><br /> </b></p>
<ul> <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <h2 class="western" style="page-break-after: avoid;"><b>Italia</b></h2>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Joyce 	Lussu, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Tradurre 	poesia</i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">, Robin</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Silvia 	Ballestra, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Joyce L., 	Una vita contro, Diciannove conversazioni incise su nastro</i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">, 	Baldini e Castoldi 1996</font></b></p>
    <b>    </b></li>
</ul>
<b><br /> </b>
<ul> <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;"><b>area caraibica-mesoamerica.</b></font></b></p>
    <b>    </b></li>
</ul>
<ol> <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Fanon 	F, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Pelle nera 	maschere bianche </i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">(vedi 	sopra lista1)</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Fanon 	F.,  </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>I dannati della 	terra </i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">(vedi sopra 	lista1)</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Kincaid 	Jamaica, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Un posto 	piccolo</i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">, Adelphi 	2000</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b> <font size="4" style="font-size: 15pt;"><span style="">Kincaid 	Jamaica, </span></font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Autobiografia 	di mia madre, </i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">Adelphi</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Naipaul 	V. S., </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Una via nel 	mondo</i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">, Adelphi 2001</font></b></p>
    <b>    </b></li>
    <b>    </b>
    <li> <b>    </b>
    <p style="margin-bottom: 0cm;"><b><font size="4" style="font-size: 15pt;">Julia 	Alvarez, </font><font size="4" style="font-size: 15pt;"><i>Il tempo 	delle farfalle</i></font><font size="4" style="font-size: 15pt;">, 	Astrea-Giunti</font></b></p>
    <b>    </b></li>
</ol>
<p style="margin-left: 0.64cm; margin-bottom: 0cm;"><b><br /> </b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><b><br /> </b></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=50]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=50</guid>
	<dc:date>2008-01-31T09:44:39+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[QUANDO IL PAESAGGIO E' POESIA.   A colloquio con il poeta Luciano Cecchinel.]]></title>
	<description><![CDATA[<br />Amo la poesia di Luciano Cecchinel dagli anni '80, quando usc&igrave;  quel suo capolavoro intitolato <span style="font-style: italic; font-weight: bold;">Al Tragol Jert </span>e pochissime persone lo conoscevano. Oggi Luciano Cecchinel &egrave; considerato l'erede-poetico di Andrea Zanzotto. Le sue poesie -pochissime, quindi sublimi- sono nelle pi&ugrave; importanti antologie italiane e straniere. Ebbi l'occasione di conoscerlo a Revine Lago (TV), sulle sponde dei magnifici laghi, quando presentammo insieme il libro di un comune amico, il prof. Ugo Mattana, docente di geografia umana a Padova, intitolato <span style="font-style: italic;">Il paesaggio dell'abbandono delle Prealpi Orientali</span> (una recensione di questo importante  libro e di questa ricerca sul mio blog prossimamente).<br />Sono queste Prealpi, infatti, il paesaggio poetico e biografico di Luciano Cecchinel, insieme ai suoi amati laghi. In quella occasione gli chiesi un incontro per discutere con lui alcune questione dell'ambientalismo. Ne &egrave; uscita un'intervista di nove pagine, dalle quali &egrave; stato estratto il brano che &egrave; apparso sulla rivista CARTA il 18 gennaio 2008 (anno X n.1, pag.XI, inserto ESTNORD). <br />L'intervista completa sar&agrave; sul sito di Carta prossimamente.<br />Grazie Luciano per questa bellissimo incontro!<br /><br /><br /><br /> <br /><br /><br /><img width="350" height="NaN" align="middle" src="/public/interv. cecch due.jpg" alt="" /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=49]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=49</guid>
	<dc:date>2008-01-21T15:08:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[la palude del Busatello, il mio campo di ricerca etnografico]]></title>
	<description><![CDATA[<br /><br />
<div style="text-align: left;">ECCO LA &quot;PALUDE CHE RESPIRA&quot;!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!<br /></div>
<br /><br /><br /><img src="/public/busatello foto aerea.jpg" style="width: 350px; height: 233px;" alt="" /><br /><br /><br />Stupenda foto aerea della palude del Busatello, dal nome del fiume che la attraversa e che funge da confine tra Ostiglia (MN) e Gazzo Veronese (VR). <br />E' di questa palude che racconto nel mio libro &quot;I respiri della palude&quot;, (edizioni CISU Roma 2000), frutto della mia ricerca sul campo per il dottorato di ricerca in Scienze Etnoantropologiche.<br />La foto aerea &egrave; di Claudio Rossi e si trova nel sito www. filosofia-ambientale.it.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=48]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=48</guid>
	<dc:date>2008-01-17T08:59:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il prato di Nadia, un "prato-monastero del terzo millennio"]]></title>
	<description><![CDATA[<br />La sera del 4 gennaio 2008 Felice Tiragallo -antropologo dell'Universit&agrave; di Cagliari e caro amico- ha fotografato questo prato e l'ha chiamato &quot;il prato di Nadia&quot;. E' il prato dei miei trisnonni, oggi scampato per un soffio alla costruzione dell'autostrada A28, che scorrer&agrave; sullo sfondo. Da 14 anni non vi immetto n&egrave; diserbanti n&egrave; concimi. Vi crescono erbe ormai rare altrove. Qui regna una particolare energia. E' uno di quei &quot;<span style="font-style: italic;">monasteri del terzo millennio</span>&quot; di cui parla Pallante nel sito &quot;decrescita felice&quot;. <br />Grazie F.!!<br /><br /><br /><img width="400" height="300" src="/public/il prato.JPG" style="width: 400px; height: 380px;" alt="" /><br /><br /><br /><br />Nel campo  accanto i contadini del borgo Breda avevano appena finito di costruire il <span style="font-style: italic;">panev&igrave;n</span>, fal&ograve; che si sarebbe bruciato la sera successiva. In cima alla catasta di legna si scorge &quot;la v&egrave;cia&quot; (con ombrello e scopa), simbolo di tutti i mali dell'anno passato, che con lei devono bruciare. In primo piano, con un nastro rosso, il bastone che indica il luogo dove devo trapiantare un vecchio gelso- piantato da mio padre in un altro campo- prima che sia abbattuto da una lottizzazione residenziale. <br /><br /><br /><img width="400" height="300" src="/public/il prato di Nadia.JPG" style="width: 450px; height: 363px;" alt="" />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=47]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=47</guid>
	<dc:date>2008-01-15T14:57:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La voce di un industriale illuminato per una cultura della bellezza e dell' ambiente ]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><b>Nel Natale 2004 un industriale del Nordest pagava </b><b>un importante quotidiano nazionale </b><b>per prendere la parola e appellarsi a tutti gli italiani. Ci scagliava in faccia il problema della </b><b>devastata </b><b>bellezza del nostro ambiente, facendoci percorrere con lui una giornata nel Nordest con un industriale cinese a fianco.<br />Ci mostrava strade, autostrade e viali senza alberature ai lati, alberi potati &quot;ad attaccapanni&quot;, piazze senza acqua e senza alberi, case brutte, quando un tempo i nostri padri volevano le loro fabbriche persino pi&ugrave; belle delle loro case.</b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><strong><img width="350" height="375" alt="" src="/public/CAPANNONI.jpg" /></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><b>Invece la bellezza &egrave; essenziale, e si impara dalla natura. Insegnare l'estetica, il bello, significa allora insegnare cultura ambientale. Ed &egrave; indispensabile ricostruire il bello della natura e dell'uomo, perch&egrave; il suo contrario sono purtroppo armi e guerre, il lato pi&ugrave; brutto dell'uomo.</b><br /><i><b><br /></b></i></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><b>Ringrazio Gabriele Centazzo per avermi concesso di riprodurre questo suo testo, che ho voluto </b><b>nel mio blog per dirgli che non abbiamo dimenticato le sue parole.<br /></b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><b><br /></b></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><b></b><font size="3"><i><b>Per rilanciare l&rsquo;economia italiana costruiamo il mito della bellezza</b></i></font></p>
Sono un industriale friulano, socio e amministratore delegato di un&rsquo;azienda con 130 dipendenti e oltre 100 nell&rsquo;indotto: la Valcucine Spa. La piccola industria in Italia &egrave; sempre stata trascurata, nonostante costituisca la reale ossatura della nostra economia. E&rsquo; per questo che abbiamo deciso di acquistare questa pagina, per esprimere i nostri bisogni e la nostra visione filosofica , nella speranza che la forza mediatica di questo quotidiano possa far nascere un dibattito e un&rsquo;attenzione reale per le piccole e medie aziende.
<p style="margin-bottom: 0cm;">Voglio innanzitutto specificare che il nostro pensiero rappresenta la libera visione della nostra azienda che non &egrave; collegata ad alcun partito politico, corrente o lobby o associazione. Mi dispiacer&agrave; se qualcuno, poco eticamente, si approprier&agrave; per convenienza del contenuto di questo testo. Invito tutti, piuttosto, a lavorare per risolvere i problemi perch&eacute; l&rsquo;interesse &egrave; comune e riguarda tutti gli italiani.<br /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">In questi giorni si &egrave; parlato molto della Cina, perch&eacute; riesce ad esportare in Italia prodotti, semilavorati ed elementi di subfornitura a prezzi talmente concorrenziali, che molte aziende italiane ed europee dei settori pi&ugrave; diversi sono costrette a chiudere i battenti. I politici predicano la loro ricetta: &ldquo;l&rsquo;industria deve fare ricerca e innovazione&rdquo;. La nostra azienda fa ricerca e innovazione, &egrave; titolare di oltre trenta brevetti, esporta in trentotto Paesi in tutto il mondo (Cina compresa). Da poco abbiamo scoperto che i cinesi hanno copiato alcuni dei nostri prodotti e li commercializzano con un catalogo in cui hanno riprodotto le nostre foto scansionandole dal nostro catalogo. Hanno risparmiato anche il costo delle foto! Ora chi far&agrave; valere i nostri brevetti, la nostra ricerca? E&rsquo; impossibile, per noi, far valere i nostri diritti. Solo il Governo ha il peso giusto e potrebbe trovare una soluzione per salvaguardare l&rsquo;industria italiana, se i politici non fossero troppo distratti dai loro piccoli litigi personali. Non basta. I cinesi sono talmente spavaldi che hanno deciso di aprire un grande magazzino proprio all&rsquo;interno del nostro distretto del mobile per commercializzare prodotti, alcuni dei quali copiati dai nostri attuali fornitori italiani, proposti in cataloghi che contengono, ancora una volta, immagini scansionate dai fotografici italiani. Le industrie italiane di subfornitura saranno costrette a chiudere una dopo l&rsquo;altra. Possibile che nessuno faccia niente? Chi ha rilasciato i permessi per l&rsquo;apertura di questo magazzino? Chi controlla che non vengano commercializzati prodotti copiati proprio a noi italiani?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Poi ci sono gli italiani cinesi che copiano prodotti brevettati senza remore, perch&eacute; sanno che in Italia la tutela dei brevetti si infrange nell&rsquo;efficacia del sistema giudiziario.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">In questo panorama ricerca e innovazione sono importanti, ma non possono rappresentare l&rsquo;unico vantaggio competitivo. Anche la Cina, per rimanere in tema, sta attrezzando cento universit&agrave; per la ricerca. C&rsquo;&egrave; un altro elemento competitivo che &egrave; sempre stato il punto di forza dell&rsquo;Italia e che attualmente stiamo rischiando di perdere: &egrave; il mito della bellezza. E&rsquo; questo il punto cruciale. Sono cosciente che la bellezza pu&ograve; essere realizzata da un singolo individuo o da un&rsquo;azienda, ma il mito della bellezza si raggiunge tutti insieme, costruendo un tessuto comune che identifichi il made in Italy con il bello. Solo cos&igrave; il prodotto italiano nella sua globalit&agrave; potr&agrave; essere identificato con il senso della bellezza. Con lo stesso sistema in Germania hanno acquisito il mito della qualit&agrave;: lavorando tutti insieme per la qualit&agrave;. Noi italiani siamo ricchi di creativit&agrave;, paesaggi, arte, storia, che ci aiutano a costruire questo mito, ma la realt&agrave; contemporanea non sta procedendo in questa direzione e vorrei dimostrarlo raccontando un angolo d&rsquo;Italia con gli occhi di uno straniero.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La nostra azienda riceve clienti da tutto il mondo. Li ospitiamo nella nostra sede, dove abbiamo cercato di permeare tutto con la nostra filosofia; il cliente viene immerso in un mondo che viene percepito come ricerca di bellezza. Tutto quello che c&rsquo;&egrave; intorno a noi contraddice spesso questa tensione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Generalmente i nostri ospiti arrivano all&rsquo;aeroporto di Venezia. Finalmente abbiamo un aeroporto adeguato, fino a poco tempo fa sembrava una struttura da terzo mondo. Saliamo in automobile e passiamo attraverso un groviglio di condomini (Mestre), percorriamo un&rsquo;autostrada senza alberature (una via di comunicazione che corre tra filari alberati costituisce un elemento paesaggistico indubbiamente pi&ugrave; positivo). Un inciso: com&rsquo;&egrave; possibile che consentiamo di coltivare a ridosso delle autostrade raccogliendo cos&igrave; alimenti avvelenati dai gas e dalle polveri sottili, residui della combustione? Propongo una norma che costringa a coltivare alberi attorno alle grandi vie di comunicazione, per una profondit&agrave; di 100 metri. Il legno potrebbe essere venduto, poi, a noi mobilieri che siamo costretti ad importarlo dall&rsquo;estero. Bellezza ed economia insieme.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Usciamo dall&rsquo;autostrada e imbocchiamo una statale recentemente ristrutturata, con pista ciclabile. La strada &egrave; separata dalla pista da un doppio cordolo che racchiude trenta centimetri di terra, insufficienti per porre a dimora un solo filare di alberi, ma non se ne accorge nessuno. Lo spazio disponibile per un progetto adeguato c&rsquo;era tutto. Imbocchiamo il nuovo vialone che porta alla zona industriale: stesso errore con l&rsquo;aggiunta di larghi marciapiedi infestati da erbacce che trasmettono un senso di degrado e che nessuno utilizza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Con la nostra associazione Bioforest, abbiamo piantato un filare di piccoli carpini con la speranza che quando cresceranno riescano a rompere i cordoli, anzich&eacute; morire.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Visita in azienda: tutto bene.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">All&rsquo;ora di pranzo vorremmo portare il cliente in un ristorante adeguato. I nostri compratori sono affascinati dal design, per questo siamo alla ricerca di un bel ristorante moderno. Non ce ne sono, nemmeno uscendo dal nostro comune, capoluogo di provincia. L&rsquo;interno dei nostri locali sono il trionfo del Kitsch, degli sbalzi in cartongesso farcito di faretti alogeni, delle superfici lucide a stucco, finiture realizzate per esprimere il senso del lusso. Non parliamo poi della qualit&agrave; della fonoassorbenza: nessuno ci ha pensato e spesso dobbiamo parlarci con il megafono.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Lungo la strada che ci porta al ristorante osserviamo le case costruite senza gusto, senza alcun riferimento ad un&rsquo;architettura locale, all&rsquo;integrazione con l&rsquo;ambiente naturale.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Imbocchiamo finalmente una strada alberata, una statale, ma ci accorgiamo subito che molte piante sono morte e non sono state sostituite, e quelle rimaste sembrano giganti con le braccia mozzate, potate come attaccapanni frutto dell&rsquo;ignoranza pi&ugrave; dissennata e di un disprezzo totale per la natura. Il mio cliente mi chiede perch&eacute; abbiamo ridotto gli alberi in quelle condizioni; egli &egrave; un ambientalista e ha scelto la nostra azienda perch&eacute; sa che facciamo ricerca per diminuire l&rsquo;impatto ambientale nella produzione dei nostri mobili. Mi vergogno e non so cosa rispondere. Penso che una civilt&agrave;, quando arriva a tanto scempio, senza che nessuno protesti o addirittura se ne accorga, significa che &egrave; incamminata a grandi falcate sul piano inclinato della decadenza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Continuando il viaggio osserviamo i colori delle case: stanno diventando sempre pi&ugrave; aggressivi, perch&eacute; l&rsquo;apparire sta soppiantando l&rsquo;essere. Tra queste tinte cromatiche domina un giallo quasi fosforescente che obbliga chi vi abita a indossare gli occhiali da sole prima di uscire in giardino.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Ma dove sono i sindaci? Non hanno occhi per vedere? Percepisco che il mio cliente fa una smorfia di disprezzo. Poi sfilano i recinti e i cancelli, una competizione del cattivo gusto. Come facciamo a mantenere una cultura del bello quando costruisce solo chi sa sfruttare al massimo gli indici urbanistici, chi fa tutto in tempi ridotti, senza curare i particolari, senza rispettare ambiente e paesaggio?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Rientrando in azienda osserviamo la nuova zona industriale: un ammasso di parallelepipedi di cemento con piazzali asfaltati che coprono tutte le superfici libere, uno sfregio alla cultura industriale dei nostri padri che con passione e orgoglio volevano le loro fabbriche quasi pi&ugrave; belle delle loro case. Come pu&ograve; uscire da questi nuovi stabilimenti il mito della bellezza, come fa un industriale che vive dieci ore al giorno in queste aziende a coltivare la cultura della bellezza?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Dopo un altro lavoro in azienda dove facciamo scuola al nostro cliente per spiegargli i surplus di prodotto, la filosofia aziendale, le potenzialit&agrave; progettuali, lo accompagniamo in un albergo della nostra citt&agrave;: altro dramma, nessun edificio di grande qualit&agrave; estetica, il gusto &egrave; pomposo e pesante, forse influenzato dagli americani della vicina base militare. Dopocena in piazza che, dopo anni di ristrutturazione, &egrave; nuova fiammante. Una superficie di pietra rigorosamente non locale nella quale si sono dimenticati l'acqua, ma anche, ancora pi&ugrave; grave, della progettazione del verde. Hanno rimediato posizionando dei cassoni con dentro gli alberi, che sembrano &ldquo;giganti in scarpe di Cenerentola&rdquo;. E quali alberi hanno scelto? I Liquidambar, specie estranea alla nostra cultura, scelti perch&egrave; diversi, con foglie a forma di stella che diventano viola in autunno. Sembrano cristalli finti in una distesa di pietra indistinta e avulsa da ogni riferimento con la storia urbanistica del sito.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il cliente parte con qualche dubbio sul mito della bellezza italiana. Perch&egrave; succede questo? Perch&egrave; la scuola, che &egrave; la base della cultura, non ha i programmi e la capacit&agrave; di trasmettere la cultura del bello. Le universit&agrave; di architettura e design, che dovrebbero formare i creatori della bellezza, sfornano in quantit&agrave; architetti e designer con una preparazione assolutamente inadeguata, tanto che architetti e designer stranieri spopolano e portano una cultura internazionale standardizzata che va in un'altra direzione rispetto all'identit&agrave; e al gusto della bellezza italiana.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">C'&egrave; poi una mania esterofila e un metodo di divinazione mediatica di certi nomi, tanto che ogni loro opera diventa grande. Spesso, invece, sono opere avulse alla nostra cultura, mostri calati nelle nostre citt&agrave;. Qualcuno pensa che per essere pi&ugrave; competitivi bisogna insegnare gi&agrave; nelle scuola elementari inglese e informatica. Indubbiamente &egrave; utile, non per essere pi&ugrave; competitivi, ma per metterci in linea con gli altri. Se la nostra linea guida &egrave; creare il mito della bellezza bisogna insegnare gi&agrave; in prima elementare estetica e cultura ambientale (perch&egrave; &egrave; dalla natura che impariamo la bellezza). Solo cos&igrave; riusciremo a costruire una ragnatela che copra tutti i settori. L'operaio, l'impiegato, l'imprenditore, il politico, devono acquisire dalla scuola di base alcuni canoni che gli impediscano di vivere in un ambiente esteticamente brutto o degradato senza sentirsi a disagio. Dobbiamo rilanciare le scuole di architettura e di design con l'inserimento di una maggiore cultura ambientale perch&egrave;, indipendentemente da tutti gli sforzi, in ogni caso la maggior parte degli operai che lavorano in aziende su commessa conto terzi, quindi senza nessuna personalizzazione del prodotto, perderanno il posto a favore di zone dove la manodopera costa meno e dovranno spostarsi nel terziario, turismo in testa.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Una ragione in pi&ugrave; per includere nel mito della bellezza la cultura del paesaggio, che oggi distruggiamo senza renderci conto che questo sar&agrave; il pi&ugrave; grande capitale che potremo lasciare in dote ai nostri figli.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Tutto questo dovr&agrave; portare cultura del bello dentro le nostre aziende. E' fondamentale che la cultura sia interna, all'esterno si pu&ograve; acquistare un servizio, per esempio da un designer libero professionista, con la consapevolezza che potr&agrave; disegnare per chiunque, anche per i cinesi e quindi non sar&agrave; l'elemento che far&agrave; la differenza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La cultura del mito della bellezza resta l'unico elemento caratterizzante.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">E' proprio questa mancanza, secondo il mio parere, uno degli elementi della crisi di alcune grandi aziende: non aver coltivato al proprio interno una sapienza estetica. Cos&igrave; hanno consentito la vendita di prodotti brutti, disegnati da designer che non conoscevano la storia del marchio. Ci sono esempi eclatanti nell'industria automobilistica. Alcuni modelli contenevano gi&agrave; nel nome un archetipo di forma, che &egrave; stato completamente ignorato nella nuova versione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Vorrei, infine, rivolgere un invito al Presidente della Repubblica, perch&egrave; si faccia promotore di una raccolta dei bisogni delle piccole aziende, andando di persona a constatare lo stato e gli umori di imprenditori e lavoratori, e perch&egrave; diventi nostro alleato per stimolare il governo a fare qualcosa di concreto per la piccola industria. Abbiamo visto con piacere che ultimamente si &egrave; mosso a favore dell'industria italiana. Speriamo che possa diventare il rappresentante dell'esportazione del mito della bellezza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Non vorremmo che, perdendo il primato della bellezza, in futuro venissimo identificati come nazione esportatrice di armi, che rappresentano l'esatto contrario della bellezza.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le guerre, che le armi contribuiscono ad alimentare, sono distruzione del paesaggio e dell'arte, dell'uomo e di tutto ci&ograve; che &egrave; bello.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Nella speranza che questa pagina susciti un dibattito e che avvii cambiamenti sostanziali nella scuola, che migliori la cultura estetica delle amministrazioni comunali, che crei come obiettivo per tutti gli italiani il <i>mito della bellezza</i><span style="font-style: normal;">, auguro a tutti Buon Natale.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">Gabriele Centazzo</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">Amministratore delegato</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">Valcucine Spa</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="mailto:gabriele.centazzo@valcucine.it"><span style="font-style: normal;">gabriele.centazzo@valcucine.it</span></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-style: normal;">P.S Forse la cultura della bellezza paga, dato che quest'anno, un anno di crisi internazionale, Valcucine aumenta le esportazioni del 20% rispetto all'anno scorso.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=46]]></link>
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	<dc:date>2008-01-08T14:34:43+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Dove si rifugia il matharol? Un racconto di P. Uliana in sintonia con i miei ANTRO]]></title>
	<description><![CDATA[<br /><br />Leggi il bellisimo racconto di Pierfranco Uliana, sul <span style="font-style: italic; font-weight: bold;">matharol </span>costretto a rifugiarsi in luoghi sempre pi&ugrave; reconditi, immateriali, difficili..... grazie Pierfranco!<br /><a href="http://www.nadiabreda.it/public/pfu 1.pdf" target="_blank">Scarica il PDF</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=44]]></link>
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</item>
<item>
	<title><![CDATA[una intervista ad Andrea Zanzotto, di Emanuela Da Ros]]></title>
	<description><![CDATA[<br /><a href="http://www.nadiabreda.it/public/ZanzottoArdore.pdf" target="_blank">clicca qua per scaricare il pdf</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=43]]></link>
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	<dc:date>2008-01-03T17:00:19+01:00</dc:date>
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</item>
<item>
	<title><![CDATA[Un bel fumetto di E. Davodeau racconta un'autostrada in Francia]]></title>
	<description><![CDATA[Uno dei miei pi&ugrave; cari amici mi ha regalato per Natale uno stupendo libro: si tratta di un fumetto intitolato &quot;Rurale! Cronaca di una collisione politica&quot;, disegnato e narrato da Etienne Davodeau (edizioni QPress, Torino, 2006). L'illustratore racconta un anno della sua vita passato &quot;sul campo&quot; -diremmo noi antropologi- in un paese del <img align="left" src="/public/rurALE+davodeau.JPG" alt="" />nord-ovest della Francia, tra giovani contadini che praticano agricoltura biologica e si trovano a dover convivere con la costruzione di un'autostrada -la A87 Angers-La Roche sur Yon. &quot;<span style="font-style: italic;">Per un anno intero Etienne Davodeau ha pedinato queste persone con la matita in mano, realizzando un reportage a fumetti appassionante e coinvolgente, e riuscendo a fare di una storia vera una vera storia</span>&quot;. Incredibili le somiglianze con la storia dell'A28 tutta italiana: la presenza dell'acqua che dovrebbe ostacolare il tracciato, i tre tracciati alternativi proposti, i ritrovamenti archeologici, gli incontri con i ministri, le ritrosie dei politici, la mala informazione, l'arroganza. Commoventi le vignete che raccontano l'abbattimento della casa di campagna di una giovane copia, e delle loro figlie che accorrono a chiamare il padre mentre le ruspe abbattono le vecchie querce del prato. Segue una immmagine senza parole di un conadino con le lacrime agli occhi mentre assiste all'abbattimento degli alberi. E poi i pilastri che vengon su, la scia di asfalto che si fa, i comitati che si interrogano sul da farsi.... E poi, la vita che continua.... Grazie Davodeau!]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=42]]></link>
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	<dc:date>2007-12-31T06:21:25+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[RISCHIOPAESAGGI]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="font-weight: bold;">RISCHIOPAESAGGI  </span><br style="font-weight: bold;" /><span style="font-weight: bold;">La Toscana incontra il Veneto. </span>Nuova forza alle strategie di tutela  <br />CASTELLO DI S.SALVATORE. SUSEGANA 14 DICEMBRE 2007 ore 9.30-13  <br />L&rsquo;incontro nasce dal desiderio di creare un evento dall&rsquo;elevato valore simbolico, in cui le forze sparse di chi si impegna per il bene comune possano  unirsi e programmare azioni collettive pi&ugrave; efficaci e incisive per fronteggiare l&rsquo;emergenza territorio e paesaggio che giorno dopo giorno sta erodendo e dissipando il patrimonio ambientale del nostro Paese.  <br /><span style="font-weight: bold;">Il coordinamento dei Comitati Toscani </span>&egrave; gi&agrave; una realt&agrave; di assoluto rilievo, in grado di suscitare adeguati e tempestivi interventi e in seguito di configurarsi come interlocutore costruttivo nel dialogo con le istituzioni. In Veneto l&rsquo;elevato numero di Comitati emergenziali non ha ancora dato vita a una simile iniziativa comune, affidandosi invece ad azioni isolate, troppo spesso inascoltate e trascurate dai responsabili istituzionali.  Lo scorso aprile ha avuto luogo un primo incontro che ha posto le basi per avviare un successivo coordinamento di iniziative, indicato come paesaggivenetiSOS e tale impegno ha potuto fregiarsi della tutela morale espressa in quell&rsquo;occasione da Mario Rigoni Stern, da <span style="font-weight: bold;">Andrea Zanzotto </span>e dal compianto Luigi Meneghello. Da allora per&ograve;, &egrave; mancata la forza per dar seguito a un efficace coordinamento in grado di stimolare una pi&ugrave; attenta riflessione sulle questioni urbanistiche e sulla qualit&agrave; ambientale. Non sono certo mancate singole e importanti iniziative per una analisi e conoscenza delle criticit&agrave; territoriali (ad es. Festambiente a Vicenza, vari incontri organizzati dalle sezioni di Italia Nostra e Legambiente).  <br />Quello di cui per&ograve; si sente pi&ugrave; bisogno &egrave; il dialogo con le istituzioni, cercando di dare un senso concreto al termine urbanistica partecipata, ponendo in evidenza che il patrimonio ambientale &egrave; un bene comune e che la Convenzione Europea del Paesaggio ha come base filosofica la stretta relazione tra qualit&agrave; dei luoghi e soddisfazione esistenziale e residenziale.   <br />L&rsquo;incontro tra Toscana e Veneto mette di fronte due regioni in opposizione rispetto agli schieramenti politici, ma accomunate non solo dalla prestigiosa qualit&agrave; ambientale e storico-artistica dei paesaggi, ma anche da una preoccupante erosione qualitativa del suddetto patrimonio.  La presenza di Andrea Zanzotto all&rsquo;incontro di Susegana conferisce indubbia importanza all&rsquo;evento, ma anche l&rsquo;appoggio di Alberto Asor Rosa e Nino Crescenti dei Comitati Toscani, di Luca Mercalli, di Pieralvise Serego Alighieri, di Gianfranco Bettin, dei docenti universitari <span style="font-weight: bold;">Nadia Breda</span>, Giorgio Conti, Mauro Varotto, Francesco Vallerani. Una particolare riconoscenza va attribuita a Ludovico Giustiniani che ha messo a disposizione gli spazi prestigiosi del castello. Non meno importante, ma deve anzi ritenersi di assoluto rilievo, sar&agrave; la presenza dei rappresentanti di alcuni tra i comitati di cittadini che stanno sacrificando il proprio tempo libero, i rapporti familiari, le proprie risorse (e non solo morali) per gli elevati obiettivi di tutela del senso dei luoghi, della qualit&agrave; ambientale.   L&rsquo;incontro dovr&agrave; mettere in evidenza la necessit&agrave; di elaborare una strategia comune, cercando di trarre utili suggerimenti da quanto gi&agrave; elaborato dai comitati toscani con particolare riguardo all&rsquo;inventariazione delle criticit&agrave; e dei rischi. <br />Sar&agrave; anche un momento di riflessione comune per organizzare un convegno nella prossima primavera in cui i comitati e le associazioni possano dialogare con le istituzioni per una convinta, efficace e duratura presa di posizione a favore del paesaggio italiano.    <br />Programma <br />Inizio 9.30  <br />Saluti  Ludovico Giustiniani  <br />Introduzione e moderatore  Francesco Jori<br /> Relazioni  <br />Mauro Varotto   Geografie negate: comitati e salvaguardia del territorio <br />Giorgio Conti    La montagna veneta: degradi di rilievo  <br />Gianfranco Bettin   Dalla cultura ambientale alle scelte politiche <br />Michele Zanetti  Il Veneto Orientale: paesaggi a rischio tra risorgive e litorale  <br /><br /><span style="font-weight: bold;">In nome del paesaggio  Andrea Zanzotto  </span><br style="font-weight: bold;" /><br />Voci Toscane  Nino Criscenti Alberto Asor Rosa<br /> Voci Lombarde Lucia Tamai   lettura del messaggio inviato dal coordinamento dei comitati lombard.i   <br />Voci Venete <br />Pieralvise Serego Alighieri  Dalla Valpolicella <br />Fran&ccedil;ois Bruzzo  I comitati dei colli berici e del basso vicentino <br />Nadia Breda  <span style="font-weight: bold;">Profughi ambientali a Nord est<br /> </span>Andrea Zanoni  Paese: cave discariche e serre industriali. <br />Vittorio Bornia   Altre cave per  25 kmq nelle Sinistra Piave  sul Piave ?   <br />Lucia Tamai  Difendiamo il paesaggio e l&rsquo;aria che respiriamo dalle opere inutili.  <br />Durante la discussione si dar&agrave; ascolto ad eventuali interventi dei rappresentanti di altri comitati.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.nadiabreda.it/dblog/articolo.asp?articolo=35]]></link>
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	<dc:date>2007-12-13T15:53:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>nadia</dc:creator>
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