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IL MIO CURRICULUM

- Ho frequentato la Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università “Cà Foscari” di Venezia, e mi sono laureata in Lettere con una tesi di Etnologia diretta dal Prof. Glauco Sanga (Breda N., 1993).
- Ho ottenuto una borsa di studio dell’Università di Venezia, nell’a.a. 1992/93 (Erasmus Free Mover 1992/1993) per frequentare l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi e Tolosa.
- Ho studiato all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales sotto la direzione del Prof. Daniel Fabre, frequentando i corsi di Parigi e di Tolosa nell’a.a. 1992/93.
- Successivamente ho frequentato il Dottorato di Ricerca in Scienze Etnoantropologiche all’Università “La Sapienza” di Roma, X Ciclo, coordinato dal Prof. Pietro M. Clemente, dal 2.11.1995 al 31.10.1998.
- Durante il corso di Dottorato ho frequentato la Summer School in Social Anthropology tenutasi presso l’Istituto di Etnologia e Antropologia Culturale dell’Università di Perugia, su direzione della Prof.ssa Cristina Papa, con una borsa di studio per Dottorandi dell’Università “La Sapienza” di Roma (Erasmus ICP-96G-3010/14, 1 aprile- 30 giugno 1996).
- Ho quindi conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Etnoantropologiche il 25.6.1999, con una tesi dedicata all’Antropologia della Natura diretta dalla Prof.ssa Maria Minicuci (Breda N., 1999).[//]
- Ho potuto presentare i risultati delle mie ricerche con relazioni che ho tenuto all’Università di Venezia e di Firenze, e confrontarmi con altri studiosi presentando mie relazioni ad alcuni convegni (Breda 1996, 1997, 1999, Clemente P., Breda N., Zingari V., 1998, rif. bibl. “Convegni”).
- Ho collaborato con il Parco Regionale di Paneveggio e Pale di S. Martino (TN), per la progettazione del "Sentiero etnografico-Ecomuseo del Vanoi", con ricerche etnografiche (con la supervisione della dott.ssa Daniela Perco, Direttrice del Museo Etnografico Provinciale dio Seravella di BL) e redazione dei testi per le rappresentazioni museografiche dell’Ecomuseo.
- Il suddetto Ente Parco ha successivamente promosso una rilevazione etnobotanica che mi è stata affidata e che ho condotto nel corso del 2001-2003, con la collaborazione dell’antropologa Barbara De Luca.
- Ho effettuato una ricerca sulla biodiversità locale per il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi (BL), per il progetto: “Antropizzazione di un territorio: la biodiversità coltivata”, in collaborazione con il Museo Etnografico della Provincia di Belluno, diretto da Daniela Perco.
- Ho svolto una ricerca sulle donne lavoratrici nella filanda di Valdobbiadene (TV), rilevando i processi di memorizzazione dell’esperienza lavorativa in questo particolare luogo di lavoro femminile, dedicando questo lavoro di storia orale alla memoria della filanda (Breda, Cosmai, De Luca, Scroccaro 1999).
- Ho svolto la funzione di relatore esperto al seminario didattico I mestieri del padule (Castiglione della Pescaia 6-7 nov. 1998), dedicato alle paludi maremmane, organizzato a cura dell’Archivio delle Tradizioni Popolari della Maremma Grossetana (Breda, Clemente, 1999) .
- Ho diretto il progetto “Ricerca storico-antropologica sulle culture del fiume Piave”, avendo vinto la selezione indetta dall’Università “Ca’ Foscari” di Venezia (progetti di ricerca di giovani ricercatori, finanziamenti 1998 del MURST.
- Sono stata cultore della materia “Antropologia Culturale” presso l’Università “Cà Foscari” di Venezia, con approvazione del Consiglio di Facoltà del 10.11.1999.
- Ho avuto incarico di insegnamento con contratto sostitutivo alla Cattedra di Antropologia Culturale del corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università di Firenze, per l’anno accademico 2000-01, con approvazione del Consiglio di Facoltà del 19. 07.2000.
- Ho vinto il Concorso per ricercatore in Antropologia Culturale della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Firenze in 30 marzo 2001, e sono pertanto ricercatrice in Antropologia Culturale presso suddetta Facoltà dal 1.11.2001.
- Ho ricevuto la conferma nel ruolo di ricercatrice della Facoltà di scienze della formazione nel maggio 2006.


Lingue conosciute: italiano, francese e inglese.



Attività scientifica dal 2001

Il mio lavoro di ricerca è stato contraddistinto, nel corso del periodo successivo alla assunzione del ruolo di ricercatrice di antropologia culturale dell’Università di Firenze, dall’approfondimento di tematiche avviate in precedenza e dall’avvio di nuove direzioni di studio. Nel dettaglio, gli interessi di ricerca si sono articolati secondo i seguenti temi:

a) Etnobotanica
In continuità con precedenti ricerche etnografiche svolte per conto del Parco Naturale di Paneveggio e Pale di San Martino (TN) con il quale collaboro da vari anni, ho concluso una ricerca di etnobotanica. Si è trattato di una ricerca sul campo nel comune di Caoria presso il quale è stato recentemente istituito il Sentiero Etnografico, una struttura frutto di un lungo lavoro di ricognizione e ricostruzione dei segni e delle caratteristiche della vita quotidiana in questi luoghi di montagna caratterizzati da estrema mobilità verticale sul territorio (da 70 a 1300 metri in quota). La ricerca etnobotanica conclude la ricognizione dell’ambiente floro-vegetazionale così come conosciuto, utilizzato, denominato, raccolto, ma anche simbolizzato e rappresentato da parte della gente di questi luoghi. Il materiale, in formato cartaceo e CD-R è depositato presso la sede del Parco di Paneveggio PSM (TN).

b) Conservazione dei beni culturali
La pubblicazione del mio volume “Palù. Inquieti paesaggi tra natura e cultura” (dic. 2001) ha costituito l’occasione di avvio di un dibattito intorno alla tematica della conservazione dei paesaggi umidi in Veneto, cui si sono accompagnate varie iniziative culturali (mostre fotografiche, visite sul campo, incontri con amministratori, indagini artistiche, e in particolare due feste “Dei e Nei Palù” che hanno visto la partecipazione di Andrea Zanzotto, Marco Paolini, G. Bettin e altri intellettuali del Veneto). Il libro (che ha ricevuto una segnalazione dal Premio Costantino Nigra e una seconda ristampa nel 2002) è stato presentato in varie sedi e ha ricevuto attenzione critica da parte di vari studiosi, innescando così il dibattito sulle modalità di tutela e di denuncia delle continue aggressioni cui questi paesaggi sono soggetti. Sono stata consultata su queste tematiche dal FAI, dal Rotary Club, dal WWF e dalla Fondazione Benetton Studi e Ricerche. Il dibattito ha portato alla fine alla dichiarazione SIC (Siti di Interesse Comunitario) di questi territori. Le mie riflessioni sono continuate con articoli su queste tematiche (pubblicazioni elencate al numero b, c, d ; relazioni elencate al numero b, c, d, e, f, g, h, i, j).

c) Antropizzazione e biodiversità coltivata.

Ho proseguito la ricerca dedicata al progetto intitolato “Antropizzazione di un territorio: la biodiversità coltivata”, per conto dell’Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi (BL), in collaborazione con la dott.ssa Daniela Perco (conservatrice del Museo Etnografico Provinciale di Seravella -BL) e con gli Agronomi dell’Istituto Agrario di Vellai (BL). Il progetto è finanziato dalla Comunità Europea e mira ad individuare la presenza sul territorio di specie vegetali di interesse preminente per l’individuazione e la conservazione della biodiversità coltivata. Sono stati individuate dagli agronomi alcune specie vegetali definibili come landraces (mele pere, fagiolo luppolo e fava) e la ricerca antropologica si è incentrata sul rapporto delle popolazioni locali con queste specie coltivate.
Questa ricerca fa parte dei miei interessi rivolti ad una etnografia della montagna veneta e trentina e soprattutto del mio interesse a collaborare con Enti (quali appunto i parchi naturali) che siano attivatori di politiche nel e per l’ambiente. L’ente Parco delle Dolomiti Bellunesi e il Parco di Paneveggio e Pale di San Martino (vedi punto sopra), che insistono su zone vicine e spesso su ambiti ecologici simili, che da vari anni e per statuto già collaborano nelle scelte politiche di conservazione, si sono dimostrati sensibili in varie occasioni alla presenza della disciplina antropologica nei loro staffs di ricerca, a fianco delle più consuete figure scientifiche (botanici, zoologi, agronomi ecc..) per cui la collaborazione con questi Enti è sempre stata per me una importante occasione sia per compiere ricerche interdisciplinari con altri studiosi, sia per mettere sotto riflessione critica alcune acquisizioni della mia disciplina, verificandole sul campo (cfr. pubblicazioni elencate al numero f e relazioni al numero a).

d) Antropologia dell’acqua
L’Anno Internazionale dell’Acqua (2003) mi ha dato l’occasione e l’imput per svolgere ricerche e riflessioni dedicate al tema dell’acqua. L’elemento acqua, che si è sempre prestato ad essere investigato sotto i più diversi aspetti disciplinari, non era stato ancora messo a fuoco dal punto di vista antropologico. Oggi i tempi sembrano maturi anche per compiere una riflessione antropologica intorno a molti versanti che implicano l’acqua: la dimensione sociale e quella culturale, le retoriche e le politiche applicate all’acqua, la simbologia, le rappresentazioni e le pratiche ad essa relative. Ho così proposto di curare il n. 51 della rivista RF La Ricerca Folklorica, intitolato “Antropologia dell’acqua” (ottobre 2005), per il quale ho raccolto gli interventi di antropologi e antropologhe, introdotti da una mia riflessione (pubblicazione elencata al n. J).
Sempre dedicato al tema dell’acqua è una mia ricerca sul campo effettuata sul fiume Piave e sulle culture inerenti questo paesaggio fluviale (pubblicazione elencata al n.e).
Ho condotto anche una ricerca sull’acqua per conto dell’Ecomuseo del Vanoi (TN), in collaborazione con altri studiosi (D. Lucian sociologa, U. Pistoia storico, G. Bettega paesaggista), apportando a questo team interdisciplinare un contributo antropologico. La ricerca ha previsto una indagine sul campo che esplorasse tutti i campi e i temi in cui l’acqua fosse implicata. La comunicazione dei risultati è stata realizzata costruendo un database cui tutti i ricercatori dovevano attenersi, in cui riportare le “componenti” di base utili per la costituzione di un archivio dell’Ecomuseo, le “fonti” utilizzate in maniera critica per la costituzione dei dati, alcune “sintesi visive” e un “file di sintesi” dei risultati raggiunti (pubblicazioni elencate al n. g, h).


e) Antropologia politica

L’insieme delle mie esperienze sul campo e delle mie riflessioni sui materiali elaborati mi ha portata a scrivere un lavoro che per molti aspetti considero conclusivo di una tappa della mia attività scientifica. Si tratta di uno scritto nel quale rielaboro molteplici tipi di fonti (giornalistiche, amministrative, giudiziarie, diaristiche, memoriali, personali…) per giungere ad una narrazione di alcuni eventi accorsi in Veneto in questi ultimi 20 anni. Gli eventi di cui si narra riguardano le politiche sul territorio e la storia di questa regione, e l’antropologa che scrive intende mostrarne vari significati (tecnici e simbolici) fino alle implicazioni più estreme che sono quelle stesse dell’antropologa che scrive dal campo essendo esso coincidente con il luogo in cui è nata e in cui per molto tempo ha vissuto. Si narra quindi di una sorta di “embricazione” politico-affettiva dell’antropologo nel luogo, narrandovi i processi politici che vi sono occorsi.





Attività didattica


Anno accademico 2001-2002

Etnografia (9 CFU, affidamento).
Corso di laurea in “Scienze dell’Educazione” (V.O). Mutuano Antropologia sociale per Scienze dell’Educazione 9 CFU (V.O) e Etnografia 6 CFU per Operatori per la Pace.

Il corso è stato dedicato ai fondamenti dell’etnografia, in particolare alle problematiche relative alla ricerca sul campo.

Anno accademico 2002-2003

Etnografia (6+3 CFU, affidamento).
Corso di laurea in “Operatori per la pace”, 6 CFU. Mutuano il corso di Etnografia in Scienze dell’Educazione (V.O) con integrazione di 3 CFU e Antropologia sociale per Scienze dell’Educazione 9 CFU (V.O) con integrazione di 3 CFU.

Il corso è stato dedicato alla presentazione delle mie ricerche di antropologia della natura, al tema del fuzzy pensiero, in confronto con il pensiero selvaggio di Lévi-Strauss, alla revisione delle analisi sociali secondo il pensiero di R. Rosaldo . (Ho sospeso il corso per la conduzione della maternità della mia seconda figlia).



Anno accademico 2003-2004



Etnografia (6+3 CFU affidamento)
Corso di laurea in Operatori per la pace e mutuazione per il corso in Scienze dell’Educazione (V.O) con integrazione di 3 CFU.

Il corso è stato dedicato all’ecologia della cultura (in particolare ai lavori di Tim Ingold), ai saperi tecnici popolari (ERREFFE n. 42) e ai temi della cognizione e dell’esperienza in antropologia (L. Piasere, L’etnografo imperfetto)

Anno accademico 2004-2005

Antropologia sociale (9 CFU). Corso di laurea in Formatore per lo sviluppo delle risorse umane e dell’interculturalità.

Il corso è stato dedicato ai temi del colonialismo e del postcolonialismo (Ania Loomba), all’antropologia dell’interiorità (G. R. Cardona e V. Matera, a cura), al tema delle persone che vivono in strada (S. Tosi Cambini).

Antropologia dell’ambiente (3 CFU, affidamento).
Corso di laurea Specialistica in Scienze Etnoantopologiche.

Il corso è stato dedicato all’antropologia dell’acqua, con materiali tratti dalle mie ricerche e in base all’ampia analisi della storia e della politica di questa risorsa condotta da Marq de Villiers.


Anno accademico 2005-2006

Antropologia sociale (9 CFU). Corso di laurea in Formatore per lo sviluppo delle risorse umane e dell’interculturalità.

Il corso è stato dedicato ai temi di antropologia della natura, del colonialismo e del postcolonialismo, e alla lettura delle fonti primarie trattate nei testi di riferimento sul colonialismo.

Antropologia dell’ambiente (3 CFU, affidamento).
Corso di laurea Specialistica in Scienze Etnoantopologiche.
Il corso è statao dedicato allo sviluppo del tema dell’antropologia dell’acqua, iniziato nel precedente anno accademico, con particolare attenzione alla storia dell’acqua (V. Teti, a cura).


Anno accademico 2006-2007

Congedo per motivi di studio dal 01 settembre 2006 al 30 aprile 2007

Antropologia dell’ambiente (3 CFU, affidamento).
Corso di laurea Specialistica in Scienze Etnoantopologiche.

Il corso sarà dedicato ai temi dell’ecoantropologia come delineati da V. Lanternari nel testo Ecoantropologia, Ed. Dedalo.


Altre attività didattiche e incarichi istituzionali

Nel corso del triennio, ho seguito in qualità di relatore circa 20 tesi di laurea nell’ambito dell’attività didattica svolta all’interno della Facoltà di Scienze della Formazione. Partecipo alla Commissione Orientamento della Facoltà di Scienze della Formazione e sono responsabile dell’applicazione della Normativa Antifumo del Dipartimento di Studi Sociali.





RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI DEI LAVORI SVOLTI

Tesi di laurea e di dottorato di ricerca :

Breda N., 1993, I palù. Una ricerca di etnoscienza sui palù del Quartier del Piave (TV), Tesi di laurea (rel. Prof. G. Sanga); Università “Ca’ Foscari”, Venezia, a.a. 1992/1993

Breda N., 1999, Gli uomini della valle. Una ricerca di antropologia della natura, Tesi di Dottorato in Scienze Etnoantropologiche, X ciclo (tutor Prof.ssa Maria Minicuci), Università “La Sapienza”, Roma.

Pubblicazioni:

Breda N., 1995a, Tassonomie popolari ed osservazioni demologiche su specie vegetali di area trevigiana (Mosnigo di Moriago), in Saggi dialettologici in area italo-romanza, a cura di G.B. Pellegrini, CNR, Padova;

Breda N., 1995b, Tassonomie botaniche popolari nei palù del Quartier del Piave in “Quaderni di semantica” a. XVI, n°1 (1995);

Breda N., 1997, Figure sociali dei saperi naturali. Un percorso tra testi e rappresentazioni dall’etnoscienza all’antropologia dei saperi in “La Ricerca Folklorica” n° 36, ott. 1997, pp. 111-131.

Breda N., 1998, Quotidiana, domestica, ordinaria: atti di scrittura. A proposito di etnologia delle scritture, in “La Ricerca Folklorica” n° 38, ott. 1998, pp. 105-107

Breda N., Clemente P., 1999, Pensare le paludi, ripensare radicalmente, in Archivio delle Tradizioni Popolari della Maremma Grossetana (a cura), La casa rossa. Memorie d’acqua e di vita. Genti, lavori, saperi del padule maremmano, Soprintendenza ai Beni Ambientali ed architettonici per le Province di Siena e Grosseto, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Grafiche Effesei, Grosseto

Breda N., Cosmai F., De Luca B., Scroccaro L., 1999, La filanda della memoria. Racconti, testimonianze, documenti e archivi: le filande di Valdobbiadene, Cierre Edizioni, Verona

Clemente P., Breda N., Lapiccirella-Zingari V., 2000, Between Nature and Culture: the Contribution of Anthropology to environmental study, in M. Agnoletti and S. Anderson (eds), 2000, Methods and Approches in Forest History, CAB International Ed., Wallingford, pp. 183-194.

Breda N. 2000a, Palù: paesaggi veneti e culture del nordest tra devastazioni e conservazioni, in C. Papa (eds) , Antropologia ambientale, in “La Ricerca Folklorica”, n. 41, aprile 2000, pp. 13-20;

Breda N, 2000b, Tèra fréda, vergine, no se pol lavorarla, “Il Gallo Silvestre”, n. 12, 2000, pp.
49-50, Editrice “I Mori”, Siena- Italy

Breda N. 2000c, I respiri della palude. Una ricerca di antropologia della natura, CISU Edizioni, Roma.

Breda N., La biodiversità e la sua conservazione dal punto di vista antropologico. Alberi come opere d’arte nelle parole e nelle azioni dei contadini e delle contadine, in “Notiziario ERSA (Ente Regionale Sviluppo Agricoltura)”, n.s., annoXIV, n.2, maggio-giugno 2001, pp. 19-23.

Breda N., 2001, Palù. Inquieti paesaggi tra natura e cultura, CIERRE edizioni-Canova, Verona-Treviso.

Breda N., Gli uomini e la palude. Saperi locali, simboli, pratiche e parole alla palude del Busatello e nei palù trevigiani, in Silis, annali di Civiltà dell’acqua, 2-3, 2001.

Breda N, 2002, L’acqua che addomesticava i sassi. Etnografia e poesia, “Parolechiave. Acqua”, n.27.

Breda N., 2002, Against the Landscape. Landscapes, Perceptions, Inversions in a Land which is no longer a Land. Anthropology of an environmental Conflict, in “Europaea, 1-2, anno VIII/2002

Breda n., 2003, Culture nelle grave del Piave. Gli uomini dei vimini, delle acque e dei sassi, in G. Sanga (a cura), Etnoscienza, “ERREFFE. La ricerca folklorica”, n.47, aprile 2003.

Breda N., Il fagiolo inscritto. Appaesamento, scrittura, domesticazione della biodiversità coltivata, in G. Sanga (a cura), Etnoscienza, “ERREFFE. La ricerca folklorica”, n.47, aprile 2003.

Breda N., “L’uomo che beveva con le foglie”. Etnografia dell’acqua per un ecomuseo. Una breve narrazione, in Lai F. (a cura), Fare e saper fare. I saperi locali in una prospettiva antropologica, CUEC, Cagliari 2004.

Breda N., L’individuazione del patrimonio: l’Acqua, i saperi, CD dell’Ecomuseo del Vanoi, febbraio 2004

Breda N., Canìba. Storia della strada sul tabù, (in pubblicazione)

Breda N., Per un’antropologia dell’acqua. Introduzione, “ERREFFE. La ricerca Folklorica”, n.51, ottobre 2005.

Breda N. (a cura), Antropologia dell’acqua, “ERREFFE. La ricerca Folklorica”, n.51, ottobre 2005.

Breda N., “I fagioli scritti e l’occhio della fava. Strategie di antropizzazione del territorio. Ricerche su fagiolo e fava nel territorio del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi”, in AA.VV., Biodiversità coltivata nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Indagini agronomiche ed etnobotaniche sulle varietà dell’agricoltura tradizionale, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Studi e Ricerche 6, Feltre 2006.

Breda N., I palù discreti, Cartaqui Veneto n.03, supplemento a Carta 16/22 dicembre 2006 anno VIII n. 46.

Breda N., Il grigio oltre le siepi. Rassegna, in RF La ricerca folklorica n. 53, a.2006, pp. 145-150.


Relazioni, convegni, conferenze, attività culturali

a) Breda N., 1996, Per un’antropologia dei saperi: percorsi francesi, relazione al Seminario di studio Saperi naturalistici locali: prospettive linguistiche, storiche e antropologiche, Cerreto di Spoleto 28-29 giugno 1996
b) Breda N., 1997, Etnoscienze e progetto antropologico, relazione al Convegno Residui di bonifica. Zone umide nella Maremma Grossetana. Una ipotesi di ricerca orale, Braccagni (GR) 1-2 febbraio 1997
c) Clemente P., Breda N., Zingari V., 1998, Between Nature and Culture: the Contribution of Anthropology, relazione al Convegno internazionale History and Forest Resources, a cura dell’ International Union of Forestry Research Organization, e dell’ Italian Academy of Forestry Science, 20-23 may 1998, Firenze.
d) Breda N., 1999 I palù: inquieti paesaggi tra natura e cultura, Relazione al Convegno internazionale Giornate dell'Acqua (quinta edizione), Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua, Treviso-Mogliano-Venezia, 21-10-1999
e) Nadia Breda, relazione “Tra coltura e cultura: recupero delle antiche varietà nella Val Belluna”, Centro Culturale S. Guarnieri, Pedavena, 20 nov. 2001, in occasione della manifestazione “La montagna incantata-quarta edizione: Uomini e Piante”, indetta dal comune di Pedavena in collaborazione con il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.
f) Nadia Breda, “Il palù alle sorgenti del Livenza: ricerca archeologica e tutela ambientale”, intervento alla tavola rotonda, Comune di Polcenigo, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Soprintendenza per i Beni Archeologici architettonici e per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico del Friuli Venezia Giulia, Società Naturalisti “Silvia Zenari” di PN, Polcenigo 14 dic. 2001.
g) Nadia Breda, Presentazione del libro “Palu”, con interventi del Senatore Giorgio Sarto, urbanista, Gianfranco Bettin, Glauco Sanga, San Fior 4 maggio 2002.
h) Nadia Breda, relazione “Natura nel Veneto: i palù”, a cura dell’Associazione Naturalistica Sandonatese, associazione Il Pendolino, San Donà (VE) 21 nov. 2002.
i) IV settimana per la Cultura, Ministero per i beni e le attività culturali (Regione Toscana, 15-21 aprile 2002), presentazione del volume Palù. Inquieti paesaggi tra natura e cultura, al Laboratorio Didattico del Museo del Bosco di Orgia (Sovicille, Siena), 18 aprile 2002, in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Scienze Sociali e il Dipartimento di Filologia e Critica della Letteratura dell’Università di Siena e con la presenza dei docenti Pier Giorgio Solinas, Luciano Giannelli, Annalisa Neri.
j) Nadia Breda, presentazione del volume Palù. Inquieti paesaggi tra natura e cultura, Casa Fenderl, in collaborazione con i settimanali L’Azione, il Quindicinale, Libreria Il Punto, libreria la Fenice, Vittorio Veneto 14 maggio 2002.
k) Fondazione Benetton Studi e Ricerche, XII corso sul Governo del paesaggio “Nei luoghi della città diffusa veneta”, in qualità di relatrice alla giornata dedicata a Una nuova autostrada (5 settembre 2002), accompagnando il sopralluogo ai “Palù” coinvolti dai cantieri tra Sacile e Conegliano e intervenendo al seminario Poteri e saperi intorno a una grande infrastruttura tenuto a Treviso, sede della Fondazione Benetton Studi e Ricerche.
l) Nadia Breda, presentazione del volume Palù. Inquieti paesaggi tra natura e cultura, Associazione Culturale Aglaia Anassilide, Comune di Moriago della Battaglia, Assessorato alla Cultura-Biblioteca Comunale, con Andrea Zanzotto, 12 ottobre 2002, Mosnigo (TV)
m) Nadia Breda, “Le acque degli uomini, gli uomini delle acque: una prospettiva antropologica”, FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), 22 marzo 2003, in collaborazione con il Museo Etnografico Provinciale (TV), Comune di Treviso, Provincia di Treviso.
n) Nadia Breda “La difesa dei palù: un approccio antropologico”, Seminario del RYLA (Rotary Youth Leadership Awards) organizzato dal Distretto 2060 (TV) del Rotary International, 26 Marzo 2003, Castelfranco Veneto.
o) Nadia Breda, “Palù: conoscere, conservare, amare?” Relazione per LIBERALABICI, Centro Sociale “G.A.Messina” Informagiovani, S. Lucia di Piave, 20 maggio 2005.
p) Nadia Breda, “Non patrimoni. Dalla negazione del paesaggio alla negazione della patrimonializzazione”, relazione per il seminario “Per un lessico antropologico” del Dottorato di Ricerca in “Metodologie della Ricerca Etno-antropologica” dell’Univ. degli studi di Siena, Dip. di Filosofia e Scienze Sociali., 2 marzo 2005.
q) Nadia Breda, Du tabu dans les marais au zone umides naturalisées. Terrae incognitae de l’Italie du Nord, Colloque internationale a cura di Sergio Dalla Bernardina, UBO Université de Bretagne Occidental, Faculté des Lettres et Sciences Sociales Victor-Segalen, Département d’Ethnologie, Brest 17-19 mars 2006.
r) Breda N., “Natura e cultura nei Palù: rapporti simbolici tra uomo e paesaggio”, conferenza all’Istituto Enologico “G. B. Cerletti”, in occasione della Mostra “I PALU’: un paesaggio agrario benedettino come modello della creazione e dell’uomo”, a cura di Legambiente e Centro Educazione Ambientale « Media Piave », Conegliano, 28 ottobre 2006.
s) Conferenza “Per un’antropologia dell’acqua”, Università degli Studi Cà Foscari, Dipartimento di Studi Storici, Venezia, Santa Maria del Giglio, 28 novembre 2006.
t) Breda N., Beni immateriali “sepolti nel campo”: esperienze di natura, di persone, di etnoscienza. Un caso di tabù nel paesaggio di difficile tutela”, relazione al seminario “Forme e metodi della valorizzazione dei beni immateriali etnoantropologici”, Museo Etnografico Provinciale Case Pavone, Treviso, 13 novembre 2006
u) Breda N., Le piante sessuate tra categorie conoscitive, linguistiche e culturali:percorsi di etnoscienza nell’antropologia italiana ed europea”, relazione al Corso di Laurea Specialistica in Scienze Linguistiche per la Comunicazione Interculturale, Università per Stranieri di Siena, Facoltà di Lingua e Cultura, Siena, 12 dicembre 2006
v) Breda N, la ricerca etnografica in antropologia della natura, relazione al Corso di Metodologia della ricerca antropologica, Laurea Specialistica in Scienze Pedagogiche, Università di Verona, Dipartimento di Psicologia e Antropologia Culturale, 14 dicembre 2006
w) Mestre
x) Presentazione del volume di AA.VV., Biodiversità coltivata nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Indagini agronomiche ed etnobotaniche sulle varietà dell’agricoltura tradizionale, ed. Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, a Feltre e Vittorio Veneto (dic.2006)
y) Breda N., Presentazione del volume di AA.VV., Biodiversità coltivata nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Indagini agronomiche ed etnobotaniche sulle varietà dell’agricoltura tradizionale, Agenda 21 Locale “Un libro nuovo sui frutti antichi”, Mezzano (TN), 12.01.2007
z) Breda N., Paesaggi veneti e città diffusa nelle politiche del Nord-Est: una prospettiva antropologica, relazione al convegno “Paesaggio-Paesaggi. La costruzione della località: paesaggi locali e reti globali”, Dipartimento Uomo e Territorio, Università degli Studi di Perugina, Regione Umbria, Assessorato all’Ambiente e al Paesaggio, Perugia 9-10 gennaio 2007
aa) gennaio 2007: Nomina al comitato scientifico del CICA Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua, Mogliano (VE), incarico triennale.







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 Autostrada A28 (del 12/05/2008 @ 11:52:12 vista 250 volte)
la siepe prima della distruzione


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 Autostrada A28 (del 12/05/2008 @ 11:45:52 vista 252 volte)
èl stradon, carrareccia delle sère, prima della costruzione


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 borgo Breda (del 17/01/2008 @ 11:49:06 vista 232 volte)
legni di lavoro


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risorgive


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 borgo Breda (del 17/01/2008 @ 11:26:06 vista 258 volte)
scacchi


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 borgo Breda (del 17/01/2008 @ 11:25:22 vista 212 volte)
sassi di case, case di sassi


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 borgo Breda (del 17/01/2008 @ 11:24:33 vista 248 volte)
il Borgo, visto "da dietro", da est


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 borgo Breda (del 17/01/2008 @ 11:23:52 vista 214 volte)
il prato-monastero, 4 gennaio 2008


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 borgo Breda (del 17/01/2008 @ 11:22:15 vista 178 volte)
croci sulle case


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 borgo Breda (del 17/01/2008 @ 11:21:45 vista 194 volte)
case alte nel borgo Breda


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05/09/2010 @ 22.25.24
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Titolo

Breda Nadia. Palù
Cierre edizioni

collana: ETNOGRAFIA VENETA
formato: 14,5 x 21 cm - 264 pp.
ISBN: 888314100
prezzo: 14.50 €



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